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 Una canzone per Bobby Long
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Roberto Mahlab
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Inserito - 14/10/2004 :  16:59:02  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Roberto Mahlab  Replica con Citazione Invia un Messaggio Privato a Roberto Mahlab
Sabato sera sono andato a vedere il film "Una canzone per Bobby Long", con John Travolta, Scarlett Johansson e Gabriel Macht, opera prima della regista Shainee Gabel e ho potuto notare ancora una volta l'insuperabile sensibilita' femminile nella descrizione di una vicenda ricca di colpi di scena, eppure raccontata con dolcezza, profondita', ironia e serenita'.

il quartiere francese a New Orleans

E' uno dei film della grande tradizione letteraria americana, sullo sfondo di New Orleans e del Mississipi, un professore e uno scrittore tentano di allontanare una ragazza che ha ereditato la casa che abitano e la sfida e' anche a colpi di citazioni letterarie, sono avvincenti le parti in cui gli attori si sollecitano a vicenda ad indovinare da quale testo e' tratto un discorso o una frase.
Sono belli i film di questo genere, ultimamente ne abbiamo potuti vedere diversi, dalla "macchia umana" tratto dal libro di Philip Roth alla riduzione cinematografica della vita di Virginia Woolf e poi lo stesso ultimo film con Julia Roberts ambientato in una scuola americana.

Le trame appaiono semplici, ma unite alla letteratura e agli sfondi dei piu' bei panorami degli Stati Uniti, formano un mix a cui ci si lascia andare volentieri e che riportano alla mente tanti studi e tanti viaggi. Il profondo sud degli Stati Uniti e i libri di Mark Twain fino a Steinbeck, Faulkner, Hemingway, Miller e Manchester, Roth, Singer, nomi eccelsi che ci hanno sempre raccontato le vicende umane con lo sfondo delle vicende storiche americane e mondiali.
Poi mi vengono in mente Manchester e William Shirer e la grande scuola americana di giornalisti, corrispondenti e poi scrittori, per merito della quale noi conosciamo anche la Storia d'Europa degli anni bui, quando in Europa non era consentito parlare di Storia, nel terribile novecento nato a Sarajevo, assassinato da Hitler e terminato con la caduta del tirannico e simbolico muro di Berlino.
E noi salvati ogni volta dalla grande America e dagli ideali di democrazia.

Il Mississipi

New Orleans e' una citta' dai diversi volti, Bourbon Street e il quartiere francese ricco di locali e di musica, luogo di origine di Louis Armstrong, i battelli a ruota sul Mississipi, la luccicante cupola del superdome, lo stadio del football, le pioggie improvvise e scroscianti e la cucina creola, la vasta America tanto colta quanto aperti sono i suoi abitanti provenienti dai cento paesi del mondo.
Ecco, al di la' della storia umana che la particolare pellicola narra, di solito questo genere di film mi risveglia la sensazione di attaccamento a quel grande paese, uomini e donne che sono sempre stati liberi, non hanno mai conosciuto la dittatura o la sopraffazione e in ogni campo, dalla letteratura alla scienza, dimostrano come sarebbe il cammino del mondo, se ad ogni popolo fosse concesso l'entusiasmo che viene donato insieme alla liberta'.

Nei nostri giorni, quando sento definire negativamente film di divertimento come "americanate", una critica che dai soliti ambienti giunge frequente quando si parla di Hollywood, a me viene invece in mente che oltre al divertimento che ci assicurano i vari Spider Man e le pellicole dagli effetti speciali, la cultura americana dona al mondo anche la profondita' della sua letteratura, di una frontiera che si e' sempre allargata con la mente di un popolo libero.

Comunque gli attori sono bravissimi, John Travolta e Scarlett Johansson, non c'e' nulla di forzato nella loro recitazione, la trama e' piana, racconta di accadimenti della vita, ma pare di vederli come realta', non c'e' cioe' quella sensazione di telenovela e di discorsi forzati.
Scarlett Johansson dimostra di non essere stata una meteora nel panorama cinematografico con "la ragazza dall'orecchino di perla " e John Travolta dimostra di non aver difficolta' nel passare dalla parte di ballerino della "febbre del sabato sera", al cattivo di Face Off, al professore invecchiato e alcolizzato della "canzone di Bobby Long". Un gioiello di ironia e' la scena in cui l'attore chiede ad una giovanissima passante se lo ritiene vecchio oppure affascinante. La risposta e' stata ovviamente di ammirazione e probabilmente e' l'omaggio che la regista ha voluto offrire all'attore a cui ha tinto i capelli di bianco per esigenze di copione.

notti di musica a New Orleans

La colonna sonora merita una citazione a parte, la chitarra e la voce di John Travolta ci accompagnano per tutto il film con il dolce e profondo stile della musica country.

Roberto

fotografie scattate dall'autore


   
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