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Roberto Mahlab
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Malesia, agosto

Il vento si levo' all'improvviso, sibilava impetuoso e trascinava cumuli neri che attendevano in un angolo del cielo, onnipresenti nel periodo dei monsoni, l'acquazzone tropicale spazzava l'oceano e la costa, piovve per due ore, poi lo sprazzo di azzurro e le nubi tornarono nell'angolo, ben visibili, pronte a ripresentarsi il giorno dopo, talvolta al mattino, talvolta nel pomeriggio, talvolta durante la notte.

I monsoni sono venti periodici provocati dallo squilibrio termico e barico tra l'atmosfera che sovrasta il mare e quella che ricopre la terra, hanno carattere stagionale e interessano la parte settentrionale dell'oceano indiano e il mar della Cina. Provocano quella che indichiamo come la stagione delle piogge. Il monsone estivo compare tra maggio e settembre e quello invernale tra novembre e febbraio, provoca sia disastri naturali che miracoli di rigoglio delle foreste e dei loro frutti.


Le carpe giapponesi cercavano sorprendentemente rifugio sotto le fronde che ricoprivano i bordi degli stagni, era come sfuggissero la pioggia pur immersi nell'acqua. I pesci dal color arancio dorato e bianco sono da oltre duemila anni oggetto di bellezza in Giappone e in tutta l'Asia Orientale. Possiedono filamenti sensori per dirigersi verso il nutrimento e hanno una capacita' di adattamento che permette loro di sopravvivere e diffondersi in piccoli laghetti.

Cessata la pioggia, parevano riprendere un atteggiamento molto simile a quello degli esseri umani nelle stesse circostanze, passeggiavano a coppie al tepore del sole, il maschio guizzava velocissimo come per farsi ammirare dalla femmina che lo seguiva lentamente, un gruppo di pesci adulti e di piccoli, una famiglia, nuotava tranquillo dalla parte opposta, come a godersi una giornata festiva.


Incrociarono l'anatra mandarina, una specie di uccelli marini dai piedi palmati, i colori delle ali sono iridescenti e formano disegni dalla trama accesa. Vivono lungo fiumi, laghi e estuari e hanno sviluppato un codice complesso di comunicazione con richiami e segnali visivi che consentono una particolare vita comunitaria.


Imperturbabili alla presenza di carpe e anatre, i fenicotteri erano impegnati al pasto. Raccoglievano nel becco i semi di cui si nutrono e uno per uno li immergevano nell'acqua, per lavarli o per ammorbidirli, un lento e metodico e pulito pasto.

Poi si trasformavano, una zampa in alto e il capo tra le piume, per il riposino della digestione.
L'altezza dei fenicotteri e' impressionante quando stendono del tutto le zampe e il collo sinuoso, il becco curvo verso il basso e il colore delle piume rosato, gli stormi sui laghi sono uno spettacolo.


La Malesia e' una stretta penisola tra l'oceano e la giungla, la natura circonda e inframmezza le moderne metropoli, immensi parchi di uccelli e di farfalle vengono salvaguardati e non e' infrequente imbattersi in pavoni coloratissimi, in buceri, simili ai tucani dai larghi becchi e in papagallini che svolazzano velocissimi e si fermano sulle vostre braccia a mangiare piccole banane e a farsi fotografare tranquilli insieme a voi. I loro piccoli artigli nelle zampette trattano la vostra pelle come ramoscello e sentivo lo scorrere del loro sangue pulsare negli arti che creavano canaletti nei miei, per aggrapparsi saldamente.


Il timido e mite orangotango era accompagnato dal suo addestratore che dimostrava ai visitatori del parco l'umanita' e la coscienza di se' dell'animale caratteristico delle foreste malesi.
L'uomo e l'orango passarono diversi minuti a farsi appositamente dispetti, a rubarsi le banane, a ballare a ritmo delle danze moderne, a sacimmiottare a turno modi di fare che parevano comuni. Mi sono reso conto di superare una barriera dopo aver accettato le capacita' inaspettate dell'orango, ero io l'animale cittadino che poco a poco provava rispetto e curiosita' per un essere che fino ad allora consideravo al massimo un protagonista di cartoni animati.
L'attenzione per il mondo della natura causa questa sorpresa, a diversi livelli di coscienza la vita ha i suoi rituali, i suoi cammini differenti, le sue differenti complessita', ma e' vita, anche per gli animali.


Le tradizioni delle popolazioni che vivono a fianco del mondo animale traggono spunto dalle loro caratteristiche, le tartarughe sono simbolo di longevita' e sono allevate con cura e sono spesso ospiti di laghetti e stagni, pigramente immobili, davvero pare che il tempo sia eterno osservandole tra le rocce.


Nulla pero' mi poteva preparare alle estensioni a fianco della giungla appositamente predisposte per le farfalle. Ci vollero minuti in cui rimasi a bocca aperta stupefatto nel rendermi conto poco a poco che cosa mi circondava fino a che tirai fuori dallo zaino la macchina fotografica. Inizialmente non riuscivo a scattare, era troppo veloce il loro passare da un fiore all'altro, pareva lo facessero apposta, le ali fremevano durante il volo di avvicinamento, si posavano e si raccoglievano nascondendo i colori, poi si riapprivano all'improvviso e guizzavano lontano. Decisi cosi' di scattare senza pensarci, sperando che il caso facesse coincidere l'avanzare del rullino e l'apertura delle ali.

Giallo, verde, nero, marrone, erano grandi come piccoli uccelli.


I miei occhi si abituavano a distinguerle dalla vegetazione, fino alla messa a fuoco di quei rami da cui l'esistenza stessa delle farfalle prendeva inizio. Le crisalidi, come foglie piegate ad angolo strano anche se non c'era vento, non erano foglie, erano aggrappate ai tronchetti filiformi, un battito di ali, il colore, la vita.


E alla fine la fortuna di osservarla, grande come le sue ali, appoggiata alle grandi foglie c'era una Atlas Moth, la farfalla dalla piu' grande area alare, il suo nome richiama l'atlante, i disegni sembrano infatti mappe. Sono esseri ancora misteriosi, non sappiamo a che cosa siano dovute le finestre triangolari e trasparenti sulle ali, forse forme naturali che servono a spaventare i predatori. Scattai. E la pellicola collaboro'.

Bob Porter - I documentari della Concerto News System - Cns @2003

   
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