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 Morto bollito
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Gabriella Cuscinà
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Inserito - 21/04/2011 :  12:58:34  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Gabriella Cuscinà Invia un Messaggio Privato a Gabriella Cuscinà
Morto bollito
Mario aveva ottantasette anni, era un signore di media statura, un po’ curvo e dal fisico molto asciutto. Aveva la testa calva e portava gli occhiali da miope. Sua moglie si chiamava Cettina ed aveva dieci anni meno di lui. Lo accudiva in tutto, gli preparava degli ottimi manicaretti, lo vezzeggiava, lo viziava, insomma viveva per lui.
Avevano avuto una sola figlia, Giulia, che a sua volta aveva avuto una figlia sola la quale si era sposata ed aveva avuto due gemellini. Mario e Cettina stravedevano per quei bambini e andavano sempre a comprare loro giocattoli e pupazzi.
Quando uscivano a fare la spesa, litigavano perché lui voleva comprare il baccalà e lei diceva che gli faceva male, lui voleva comprare i peperoni e lei diceva che gli rovinavano lo stomaco, lui voleva comprare l’anguria e lei diceva che non l’avrebbe digerita. Alla fine compravano solo quello che diceva Cettina e Mario ritornava a casa lamentandosi: “ Bisogna mangiare solo quello che dici tu! Quello mi fa male, quell’altro è dannoso. Per fortuna poi me ne vado al bar e mangio ciò che voglio!”
A questo punto Cettina gridava inviperita: “ Guai a te Mario! Guai se vai a mangiare le schifezze del bar!”
In effetti se Mario godeva di perfetta salute era grazie all’alimentazione sana che gli faceva fare sua moglie.
Cettina gli raccomandava inoltre di non chiudersi a chiave quando faceva il bagno. Tanto in casa non c’era nessuno. Lui entrava e usciva perfettamente dalla vasca, ma la prudenza consigliava di non chiudere la porta e di stare attento.
Quella mattina, Cettina aveva detto per l’ennesima volta: “ Mario, non chiudere la porta a chiave mentre sei nella vasca.” Macché! Era entrato nella stanza da bagno e si era chiuso ermeticamente come se tutto il mondo non aspettasse altro che vederlo nudo.
L’acqua bollente scrosciava nella vasca quando Cettina udì un tonfo terribile. Corse alla porta e cercò di aprirla. Cominciò a chiamare il marito a gran voce: “Mario! Mario! Ch’è successo? Mario rispondi. Mario perché non rispondi? Mario apri questa maledetta porta!” Cettina cercava inutilmente di aprirla e cominciò a prenderla a calci. Al di là non si udiva nulla se non il continuo e imperterrito scrosciare dell’acqua bollente. Perse dei minuti preziosi nel tentativo di scassinare la serratura, poi quando capì che non ci sarebbe mai riuscita e che il marito era in pericolo, corse al telefono e compose il numero del cellulare della figlia.
Giulia stava facendo il mestiere della nonna e accudiva i gemellini. Quando capì ciò che la madre gridava, affidò i bambini ad una vicina di casa e corse a sirene spiegate per dare aiuto al padre. Intanto l’acqua fuoriusciva ormai da sotto la porta del bagno. Cettina era in predo al panico e piangeva disperatamente continuando a chiamare il suo Mario. Giulia dinanzi a quella porta fatale, capì che bisognava rompere la serratura e infatti prese cacciavite e martello riuscendo a scardinarla.
La scena che le si presentò davanti aveva qualcosa di apocalittico: Mario era riverso dentro la vasca ed era tutto rosso e bruciato! La rubinetteria era rotta e Giulia comprese che scivolando il padre l’aveva fracassata. Con il peso del suo corpo aveva divelto il rubinetto dell’acqua calda e questa aveva continuato ad uscire senza sosta. Mario aveva battuto la testa ed era svenuto. L’acqua bollente l’aveva completamente ustionato. Giulia corse a chiudere il contatore dell’acqua e chiamò il 118. Quando i medici rianimatori arrivarono, non c’era più nulla da fare poiché le ustioni erano su quasi tutto il corpo, infatti il povero Mario morì mentre lo trasportavano all’ospedale. Forse non si accorse di morire bollito perché non riprese mai più conoscenza.


Gabriella Cuscinà

   
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