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Roberto Mahlab
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Inserito - 04/01/2004 :  16:52:00  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Roberto Mahlab  Replica con Citazione Invia un Messaggio Privato a Roberto Mahlab
Vietati ai minori

Il critico cinematografico del Corriere della Sera ed io abbiamo gusti opposti, ogni pellicola per cui io stravedo, lui la stronca. Siamo arrivati al punto che scelgo i film in base alle sue recensioni negative, due concezioni della vita differenti, a lui piacciono le sceneggiature intellettuali, a me piace Julia Roberts.

Su un solo genere ci esaltiamo entrambi, i cartoons, potremmo senz'altro andarli a vedere insieme contestando poi sempre insieme chi li definisce film per bambini.

Prendete per esempio "Looney Tunes", in cui i personaggi animati della Warner Brothers si affiancano agli attori in carne ed ossa, il bravo Brendan Fraser, l'affascinante Jenna Elfman e l'incredibile Steve Martin, capace di recitare in ruoli drammatici come in quelli comici. Bug's Bunny e Daffy Duck, Sam e Taddeo, il Diavolo della Tasmania, Vilcoyote e Beep Beep mettono in scena inseguimenti ed avventure mozzafiato cosparsi di tutta la geniale fantasia dei cartoons che hanno accompagnato la fanciullezza e adolescenza di noi adulti e che ci hanno aperto il mondo della conoscenza. Chi se non un adulto potrebbe comprendere la miriade di riferimenti del regista ai grandi film del passato, da "Psycho" di Hitchock, la scena della doccia riscritta per Bug's Bunny, oppure "Viva Las Vegas", il viaggio in macchina reinterpretato da Duffy Duck, "il mistero di Roswell", inquietante remake corale di cartoons e attori umani, e gli spadaccini di Star Wars e gli ammiccamenti a James Bond e i vecchi ritmi dei film in bianco e nero ambientati a Parigi e poi l'inseguimento dentro ai capolavori del Louvre, con una strizzatina d'occhio al sorriso della Gioconda, che in questi giorni viene riutilizzato nei best sellers letterari per rivisitare i miti fondativi delle religioni nel vendutissimo "Il codice da Vinci", pagine e pagine sull'argomento sulla prestigiosa rivista Time Magazine.

Ma allora, ed e' qui il punto a cui tendo, per quale motivo i cartoons sono considerati film per bambini, che ne sanno loro di tutto questo a cinque o a sei anni?
Non sarebbe il caso, ecco la mia provocazione, di considerarli film per adulti, ci siamo cresciuti noi con questi personaggi, non i bambini e non e' il caso addirittura di vietarli a minori, alle voci allegre e vocianti che ridono mangiando pop corn quando Daffy e Bug's Bunny entrano ed escono dal quadro raffigurante l'urlo di Munch?

La mia segretaria e braccio destro e sinistro e mente pensante mi ha telefonato ieri per chiedermi se a mio parere il film andava bene per i suoi piccoli, tre e cinque anni, era anche lei perplessa, ai suoi bimbi piacciono i film dei dinosauri che si mangiano le persone, dei mostri spaziali che sbranano i terrestri, non c'era il rischio che si alzassero a meta' sbuffando e chiedendo :"ma insomma, che noia, dov'e' il sangue? ". Il mio suggerimento e' stato condiviso dalla mia segretaria che ha deciso che i suoi bimbi, assodato che sono film per adulti, sarebbero stati scortati da lei, suo marito, dagli zii e dai nonni. Di fatto, anche quando sono andato a vederlo io, ogni bambino era accompagnato da cinque o sei adulti e a pensarci bene ho sempre notato che a tutti i film del genere ci sono tre volte tanti accompagnatori adulti di quanti sono i piccoli accompagnati.

Anche il regista del film Looney Tunes, Joe Dante, e' un adulto ed evidentemente i dubbi che vi ho trasmesso devono essere venuti anche a lui, se a meta' del film Duffy Duck, alla fine del raid al Louvre, si e' fermato al centro dello schermo e si e' rivolto agli spettatori dicendo ammiccante:"Si impara anche dai film".

Si', lo riconosco, io da piccolo ho imparato dai film, da questi film ed ora tocca ai bambini di oggi seguire la stessa strada, si', questi film sono per noi adulti perche' sappiamo apprezzarne i riferimenti e sono per i bambini, coloro che oggi da questi film si incuriosiscono per il sapere umano e che domani, da adulti, sapranno amarli per i riferimenti alla realta' e alla letteratura.

Al termine della pellicola ho osservato con sguardo diverso i bambini presenti in sala, non piu' occhiate burbere, ma di condiscendenza, certo, ora ne sapevano quanto me sull'argomento dopo aver visto Looney Tunes , ma avevano ancora una lunga strada da percorrere per raggiungermi, non sanno neppure che ancora devono affrontare Asterix e Tintin e i Grandi Classici della Disney, prima di diventare grandi.

Roberto

   
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