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 La canzone di Israele

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R A S S E G N A     A R G O M E N T I
Roberto Mahlab Decine di missili cadono su Israele ogni giorno, nell'indifferenza dei media. Concerto di Sogni riporta qui una delle più belle canzoni di Israele. Buon ascolto.

http://it.youtube.com/watch?v=UlIJOAZ1pak

Renato Attolini Il mio 300° messaggio é dedicato alla traduzione del testo in italiano di questa bellissima canzone con le note in calce, il tutto tratto da
www.hebrewsong.com
Italian translation
Gerusalemme tutta d'oro (1)
Inebria l'aria come il vino,

tra i colli s'ode un suon,

sussurra il vento, odora il pino,

campane fan din-don.

Dormono i sassi nella sera

e tra le mura sta

come in un sogno prigioniera,

da sola la Città:

Gerusalemme tutta d'oro,

di rame e luce, che splendor!

Suona un violino, innalza un inno

il tuo cantor.

Com' è che si seccò la fonte

e al ‘Suk' (2) non posso andar?

Com' è che là, sul Sacro Monte

non vanno più a pregar?

Là, tra gli anfratti della roccia

ulula il vento, sai.

Per Via di Gerico, al Mar Morto,

nessuno scende mai.

Gerusalemme tutta d'oro...

Un serto in capo, rose e gigli,

t'intreccio con amor,

sono il più giovane dei figli

e l'ultimo de' tuoi cantor.

Mi bruci il labbro un Serafino

se il Nome scorderò,

Gerusalemme, d'oro fino,

per sempre canterò:

Gerusalemme tutta d'oro...

Siamo (3) tornati a quella fonte,

al ‘Suk' a passeggiar,

ci chiama là, dal Sacro Monte,

un suono di Shofàr. (4)

E tra gli anfratti della roccia,

tra mille soli d'or,

per Via di Gerico, al Mar Morto

discenderemo ancor.

Gerusalemme tutta d'oro...

Footnotes
1. Questa canzone, ormai classica, è un po' il rappresentante ufficiale di tutte le canzoni di Eretz Israel.

2. Il mercato (arabo)

3. La canzone è stata composta poco prima della Guerra dei Sei Giorni. Questa strofa è stata aggiunta dall'autrice subito dopo la guerra stessa

4. Corno d'ariete che veniva usato anticamente per chiamare in adunata il popolo. Viene suonato durante la festività del capo d'anno e del giorno dell'espiazione (Yom Kippur) o in particolari occasioni solenni, come la presa di Gerusalemme durante la Guerra dei Sei Giorni.



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