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Title: Ci sentiamo tutti madrileni

Tratto da Corriere del Ticino.
di Gerardo Morina.
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Ci sentiamo tutti un po’ madrileni

Gerardo Morina


Non importa chi sia stato. Chiunque sia stato dimostra di avere una cultura della morte e del terrore che ancora una volta sentiamo tragicamente estranea e talmente impietosa da farci rabbrividire. Se dopo l’11 settembre 2001 avevamo detto di sentirci tutti un po’ americani, oggi, di fronte ai quasi duecento morti e ai 1.400 feriti dell’11 marzo 2004 in Spagna, possiamo ben dire di sentirci tutti un po’ madrileni. Ci sentiamo vicini alla Spagna, così drammaticamente provata, alla vigilia di un importante appuntamento elettorale. Quella Spagna che deriva da un sapiente impasto di progresso e tradizione, di «hispanidad» e di efficiente modernismo. Quella Spagna che dispone di un sistema politico così solido e di una società così vitale da saper contrastare attraverso la civiltà delle proprie istituzioni la strage più sanguinosa compiuta in Europa dal dopoguerra ad oggi. Quella Spagna che ieri si è fermata, raccogliendosi in silenzio o scendendo in piazza contro l’atrocità di un attentato che ha sconvolto il Paese in profondità. Nelle indagini si seguono ovviamente tutte le piste, l’Eta che non ha rivendicato, Al Qaida che avrebbe rivendicato. Rimaniamo così con tanti elementi da far quadrare, nel tentativo di rendere razionale e spiegabile un atto che è per sua natura irrazionale. Ci sono tessere del mosaico che dimostrano una tragica coincidenza. L’11 marzo come l’11 settembre. Sempre questo dannato 11 che, stando alla numerologia occidentale, sarebbe sinonimo di peccato, di trasgressione, di pericolo. Quattro, poi, i treni colpiti a Madrid, quattro come gli aerei utilizzati negli Stati Uniti per abbattere le Torri Gemelle e puntare sul Pentagono. Ad accreditare, inoltre, la pista del terrorismo islamico sono l’elevato potenziale degli ordigni impiegati, il numero delle vittime e l’inedito bersaglio rappresentato da cittadini inermi e innocenti. Al Qaida vuol punire l’Occidente per la guerra scatenata contro l’Islam e per questo colpisce al cuore i nuovi «crociati». Se così è, la potenza fondamentalista islamica riconquista temporaneamente la Spagna, tredici secoli dopo la graduale invasione della terra iberica iniziata da Ta’riq, sottoposto del califfo Mussa. Di questo passo, si è chiesto ieri il quotidiano veneto «Il Gazzettino», sarà colpita presto anche Venezia, da cui partirono le navi che nel 1571 sconfissero i turchi a Lepanto? In ogni caso, è chiaro che con la strage di Madrid il terrorismo in Spagna ha subìto un salto di qualità che mostra ormai l’evidente emergere di una «holding» del terrore tale da coniugare elementi eversivi autoctoni e gruppi estremisti arabi e islamici. Ciò che deve veramente preoccupare, ha scritto ieri significativamente Magdi Allam sul «Corriere delle Sera», è il cambio della percezione del «nemico». Colpendo indiscriminatamente dei civili, l’Eta «avrebbe abbandonato il principio della responsabilità soggettiva che in passato l’aveva portata ad attaccare singoli esponenti delle istituzioni, per adottare il principio binladiano della responsabilità oggettiva. Tutti coloro che, a vario titolo, stanno dalla parte del “nemico” meritano la morte ed è legittimo ucciderli». L’11 settembre ha insomma varcato l’Oceano e si è europeizzato. Anche noi, ora, avvertiamo quella vulnerabilità che da tre anni attanaglia l’America. La strage di Madrid dimostra che il terrorismo rappresenta un male e una questione allarmante per l’intera Europa, un male che l’Unione europea ora dovrà combattere, lasciando da parte antiche divisioni e sforzandosi di trovare invece una strategia di difesa comune. Se il terrorismo è diventato una multinazionale, anche la risposta dovrà essere multinazionale. Certo, non invocando uno spirito da Poitiers e da Carlo Martello, che sarebbe storicamente fuori luogo. Ma tenendo accesa e vigile la consapevolezza che ora, neppure per il Vecchio Continente, nulla è più come prima.


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Inserito: 14/03/2004
autore/Fonte: gerardo morina
email/sito web autore: www.cdt.ch
Inserito da: admin
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