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Title: Piacere di Conoscerci

Piacere di conoscerci

Affinché il lettore non si spaventi preciso per tempo che la presente non vuole essere una pedante dissertazione sul galateo delle formalità di presentazione, uno di quegli articoli che con cadenza settimanale "Piero Trombone" ci somministra dalle pagine del supplemento di un largamente diffuso quotidiano della repubblica; queste righe tentano, senza pretesa di rigore scientifico, di fornire qualche modesto spunto di riflessione che possa stimolare il "piacere di conoscere noi stessi".

Molte considerazioni si rifanno agli scritti di Alexander Lowen (psicologo americano contemporaneo fondatore della "Bioenergetica"), alla cui lettura potranno proficuamente dedicarsi tutti coloro i quali vorranno approfondire gli argomenti appena sfiorati in questa pagina.

La società moderna ha radicalizzato quanto già la civiltà industriale era andata producendo nella interazione tra soggetto singolo ed universo esterno; essa ha determinato l'inibizione della facoltà di essere e l'esaltazione di due altre espressioni della personalità, la sinergia fra le quali ne esalta le negatività: "fare" e "avere", che si coalizzano a nostro danno in fare per avere.

Sono di uso corrente le espressioni: "quel tale è un ingegnere", "Tizio è un avvocato", "Caio è un impiegato" ; in tal modo non solo si etichettano gli individui in relazione alle professioni, ma si confonde la personalità con la mansione svolta.

Se il linguaggio è espressione della cultura allora dobbiamo concludere che si è configurata una scala di valori fortemente polarizzata sul fare.
Quanto più l'uomo moderno si impegna per fare, tanto più la sua organizzazione bioenergetica (la postura e l'atteggiamento corporeo) da flessibile e armoniosa, predisposta, in condizioni di riposo, al sentire ed al Piacere, si trasforma in una corazza rigida e cronicamente contratta, funzionale alla azione ed alla lotta per il Potere.
La percezione fisica contratta del proprio corpo preclude la sensibilità verso l'esterno, sarà noto un po’ a tutti come in condizioni di benessere sia pressoché inavvertibile la presenza di organi, distretti e apparati del nostro corpo; è sufficiente che una minima patologia si manifesti a carico di questa o quella parte perché essa ci riveli la sua presenza col dolore quasi sempre accompagnato da una contrattura.
E' però altrettanto noto che in presenza di una sensazione dolorosa i sensori del piacere vengono depressi e l'unico obiettivo piacevole sembra essere la scomparsa del dolore, la quale, quasi sempre, si accompagna con una soddisfazione che però è solo l'emulazione della felicità.

Il piacere è la forza creativa della vita…è l'unica forza abbastanza possente da opporsi alla potenzialità distruttiva del potere.

Un molle e retorico romanticismo va affermando che solo l'Amore può opporsi alle brutalità ed alle violenze del Potere, tuttavia l' Amore, sessuale o non che sia, non è separabile dall' esperienza completa del Piacere, pena la degradazione in pietismo o desiderio.
Tanto il pietismo quanto il desiderio sono sentimenti che se presi isolatamente si ascrivono in un ambito di cinismo e masochismo; il pietismo per sopravvivere necessita dell' altrui sofferenza , il desiderio necessita del proprio stesso inappagamento!

Le gerarchie delle religioni monoteiste, da parte loro, troppo spesso asservite al potere, hanno eretto una sovrastruttura morale su possenti pilastri di sensi di colpa e frustrazioni, allo scopo di porre il piacere sotto il controllo delle istituzioni affinché ne potessero disporre come potente strumento di dominazione delle coscienze.
La morale comune ritiene, mistificando, che il piacere conduca su strade pericolose, distragga dai doveri verso la Famiglia, lo Stato e la Produzione, in ordine crescente di importanza!

Tutto ciò e profondamente falso; non è il piacere a condurre alla perdizione, piuttosto è la privazione del piacere dell'uno a vantaggio di altri.

Il piacere, e in special modo quello carnale, è sempre stato considerato la più forte tentazione del diavolo […] esso ha sempre assunto una connotazione lasciva […] nella nostra cultura è presente una forte diffidenza nei confronti del piacere […] essa [la cultura moderna] è più orientata sull' Io che sul corpo, con il risultato che il potere è divenuto valore primario, mentre il piacere è stato confinato ad un ruolo secondario.
(A.Lowen: "Il Piacere")

Il Piacere non può essere perseguito con atti violenti o coercitivi, non può a rigore, nemmeno essere ricercato, perché anche la ricerca del piacere costituisce un agire che limita il sentire; esso deve solo essere lasciato libero di raggiungerci senza ostacoli culturali, economici o catechizzazioni di sorta.

La lotta per il potere, viceversa, è strettamente connessa con l'inganno che dal dominare possa derivare un piacere maggiore, è il gioco della carota davanti alla testa dell'asino; tutti gli sforzi che si compiono per acquisire il potere riducono la percezione dell' essere, con il risultato di allontanare da noi il piacere vero.

Il vero "demonio" risulta in definitiva essere il nostro Io allorché ci rende schiavi della coazione a dominare ovvero ad ossequiare il potere ,con la menzognera promessa di liberarci al raggiungimento del piacere, che troppo spesso è banale "divertimento" sotto mentite spoglie.
Riportiamo una sinossi tratta da un articolo di Angela Klopstek che rappresenta gli stati prima e dopo la conoscenza del male, riferendosi alla metafora del racconto biblico:

La storia della genesi è piena di simboli, che indicano allegoricamente la separazione dell'uomo dalla natura, dell'uomo dalla sua sessualità, dell'uomo da Dio, di Dio dalla natura. Per i nostri scopi è essenziale focalizzarsi sullo stato dell'uomo prima e dopo la caduta.

Prima della caduta:

innocenza grazia
naturalezza/istinto/essere pace/concordia
armonia
piacere/gioia/attività creativa
libertà sessuale
connessione

Dopo la caduta:

colpa
autoconsapevolezza
consapevolezza/atteggiamento/apparire
conflitto/discordia
disarmonia
dolore/tristezza/lavoro
vergogna/sotterfugio
potere/dominio

Queste polarità, che descrivono lo stato prima e dopo la caduta biblica dell'uomo.
(Angela Klopstek " IL MEGLIO CHE POSSIAMO OFFRIRE:UNA PORTA DI ACCESSO ALLA GRAZIA")

Sempre dalla stessa autrice proviene un interessante considerazione sul concetto di grazia :
La grazia è uno stato dell'essere e un concetto che si applica sia al corpo che alla mente e particolarmente alla loro unità.

La civiltà moderna scindendo anima e corpo ha esaltato, mitizzandoli, i concetti di efficienza corporea e bellezza fisica esteriore, annettendoli, rispettivamente alla sfera dei valori maschili e femminili.
Ci vengono proposti la Schiavitù del desiderio per la bellezza (che genera sempre frustrazione ed inappagamento) in alternativa all' Amore per la grazia (che genera piacere); ed il mito dell' efficienza (mai assoluta e quindi mai sufficiente) in vece del godimento della salute psico-fisica (che quando si possiede non si riesce ad apprezzare a pieno), precondizione di rilassamento che rende disponibili al coinvolgimento e al piacere.
La grazia è una categoria dell'essere complessiva non un attributo personale; è percepita ma non visibile ed è tale all'esterno come all'interno; la bellezza, per contro, è piuttosto una proprietà, una attributo formale cui non corrisponde un sentimento interiore ed è soggettiva e in balia di mode e stereotipi.


Il piacere autentico rimanda a categorie dell'animo umano e, in quanto tale, non può essere immagazzinato, accumulato venduto o acquistato, ciò che viene mercificato è il suo ingannevole simulacro, il "divertimento" che viene veicolato in mille modi e fatto oggetto di prostituzioni culturali e sessuali .

Cristo espulse dal tempio i mercanti, ma accolse Maddalena che non era una meretrice, semplicemente esercitava una professione antica, antica tanto quanto il Potere


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Inserito: 08/01/2004
autore/Fonte: Dario ascoli
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Inserito da: Arcadico
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