OCSE osserva ed analizza il voto italiano
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15/03/2026
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OCSE osserva ed analizza il voto italiano L'OSCE TIENE D'OCCHIO IL VOTO ITALIANO 10/4/2006 Lucia Sgueglia Lunedi' 10 Aprile 2006 “Gli allarmi contro possibili brogli nelle prossime elezioni italiane? Ne abbiamo sentito parlare, lo chiederemo ai nostri interlocutori, cercheremo di verificare”. Resta abbottonato Peter Eicher, l’americano a capo della missione di osservazione elettorale Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa). È la prima volta che accade in Italia: dal 15 marzo nove “segugi” della delegazione internazionale tengono d’occhio la campagna elettorale e le operazioni di voto, mentre il clima si fa rovente in materia di par condicio e informazione. Dopo Ucraina e Bielorussia, l’Osce arriva in Italia: qualche rischio anche nel nostro voto? In cosa consiste il vostro lavoro? Riuscite a coprire tutto il territorio italiano? Controllerete anche il conteggio finale e la trasmissione elettronica dei dati? Quali sono gli aspetti più “sensibili” del voto italiano? L'articolo è apparso sui quotidiani del gruppo l'Espresso Vai al sito della Missione Odihr e leggi il rapporto Osce del giugno 2005 in materia di media sulla "Italian Anomaly" tratto da : http://www.lettera22.it/showart.php?id=4595&rubrica=6
Inserito il:
12/04/2006 12:32:25
Messaggio:
Possibili brogli elettorali? A colloquio con Peter Eicher (nella foto, a sinistra), capo della missione di osservazione elettorale internazionale in Italia
Oltre ai paesi “di transizione” dell’area Osce, da 5 anni svolgiamo missioni anche nei cosiddetti “stati a democrazia consolidata”. In alcuni di questi contesti (come gli Stati Uniti dopo la prima elezione di George Bush, ndr) erano sorti problemi intorno al voto. Per l’Italia – che non ha osservatori interni a presenziare le operazioni di voto, all’infuori di quelli dei partiti – pubblicheremo un rapporto finale con le nostre “raccomandazioni”, come da prassi, sei settimane dopo le elezioni.
Analizziamo soprattutto il mezzo radiotelevisivo, poiché in Italia la televisione ha un ruolo assolutamente centrale rispetto agli altri mezzi d’informazione. L’obiettivo è monitorare l’accesso dei diversi candidati e partiti ai mezzi d’informazione, durante la campagna elettorale. I nostri “media analyst” guardano Rai e Mediaset, sei ore al giorno, cronometro alla mano, applicando un’analisi qualitativa e quantitativa. Inoltre il giorno del voto saremo presenti in alcuni seggi di 2 o 3 città diverse.
Siamo a Roma, ma ci spostiamo di frequente per brevi viaggi lungo la penisola, incontrando candidati locali, rappresentanti di partiti, giornalisti. Per capire il funzionamento e la validità del sistema elettorale ci avvaliamo della consulenza di esperti di media, professori, sociologi, e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. I nostri osservatori hanno visitato Napoli, Palermo, Milano, Perugia, e altre località.
Forse saremo presenti nella Commissione elettorale centrale. Ma la tabulazione elettronica è solo un esperimento, gran parte del conteggio avverrà manualmente. Abbiamo sentito polemiche su “possibili brogli”. Per quanto è nel nostro mandato, verificheremo e ne renderemo conto nel rapporto finale.
Oltre alla sperimentazione di nuovi sistemi di conteggio (il voto elettronico, testato in quattro regioni), c’è l’applicazione della nuova legge elettorale introdotta a dicembre, che qualcuno ha criticato perché varata troppo a ridosso del voto, e senza un consenso ampio nel Parlamento (l’opposizione si è lamentata con noi di scarso coinvolgimento). È stata modificata anche la legge sul finanziamento della campagna. Per capire come funziona questo complesso sistema, abbiamo parlato con molti partiti. Ma voi ne avete moltissimi, davvero troppi.
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