"Non è possibile che adesso io debba mettere soldi in azienda anziché guadagnare", mi diceva con tono abbattuto il grossista al telefono e così gli ho chiesto un incontro di approfondimento per la nostra rubrica.Mi riceve nel bel deposito storico in città insieme a un collega imprenditore.
"Diversi clienti mi hanno riferito della gelata dei consumi iniziata nella primavera del 2024 ..."
Impr1 :"In verità è stata una continua discesa da diversi anni, una ecatombe di negozi, gli acquisti su internet sono stati il cambio di un'epoca, come il passaggio dal rullino fotografico alla macchina digitale e le associazioni di categoria che avrebbero dovuto intervenire per offrire strumenti analoghi alla categoria dei commercianti non si sono fatte vedere per creare consorzi tra i negozi per essere parte dell'evoluzione, se non quando era troppo tardi"
Impr2: "Le ricadute sono state diverse, i negozi di quartiere erano punti di incontro e garantivano vivibilità e sicurezza, si è perduta una funzione sociale, le associazioni di via scomparse"
Impr1:"E per i ragazzi lo shopping che non sia on line non esiste più, dopo il covid non si è tornati indietro, vale anche per la ristorazione, i locali qui vicino ci riferiscono che con lo smart working si sono ritrovati a servire molti pasti in meno a mezzogiorno"
Impr2 :"Come in tutti i cambiamenti epocali però di sono lati positivi, la diminuzione del traffico"
"La chiusura dei centri alle auto e la pedonalizzazioni non sono altre penalizzazioni per gli acuisti nei negozi?"
Impr1 :"Al contrario, i colleghi ci dicono che le aree pedonali portano pubblico e acquirenti"
"Adesso però devo mostrarvi le statistiche aggiornate al 2026 da parte delle associazioni di artigiani e piccole imprese indicano che in Italia il novanta percento delle vendite al dettaglio avviene nei negozi fisici ... e quindi forse la responsabilità non è delle vendite on line, anzi secondo alcuni osservatori chi compra on line non avrebbe il tempo di andare a comprare nei negozi e quindi è un mercato in più, così come i supermercati aperti nel fine settimana permettono a chi non ha il tempo di andarci in settimana di fare acquisti ..."
Impr1:"Se i dati sono questi allora dobbiamo approfondire..."
Impr2: "Non è che quella che manca allora è la crescita? I dati per l'Italia indicano che essa è al palo da anni, i consumatori per spendere sulle piattaforme internet o nei negozi hanno bisogno di avere le disponibilità finanziarie ..."
Impr1: "E' vero, anche se a dire la verità non pare essere un problema a Milano, le offerte di lavoro non mancano e non si può dire quindi che sia una società impoverita, diverso però è il discorso nel resto del paese"
"Dunque la crescita, in diversi paesi avanzati i governi hanno individuato modalità per stimolarla ..."
Impr1: "Ma in Italia le imprese sono appesantite da diversi lacci che all'estero probabilmente non hanno, stimolare la crescita, ma come si fa quando si pagano tasse addirittura sui beni di impresa usati per il lavoro e le bollette incomprensibili in cui gli oneri superano il costo dei consumi e gli obblighi come quello di aver dovuto rottamare l'auto aziendale perché non poteva più circolare per le norme verdi, è stato un sequestro di proprietà di beni personali, tutti vogliano un ambiente pulito, ma perché non applicare l'obbligo solo per le nuove auto? Le vecchie le abbiamo pagate e quelle verso sono costose e bisogna indebitarsi per potere acquistare"
Impr2: "E poi gli operatori di vendite on line non hanno le tasse che abbiamo noi, le sedi le hanno in paradisi fiscali e l'elusione permette loro una concorrenza sleale"
Impr1: “E allora i per stimolare i consumi, ci sarebbe il discorso del cuneo fiscale, insomma abbiamo dei dipendenti e se andasse in tasca loro parte di quello che adesso va in contributi, ovviamente senza toccare quelli per la sanità”
Impr2: “Ecco, a proposito, mantenere i posti di lavoro in Italia sembra una colpa, gli stipendi non sono forse distribuzioni di utili? Perché considerarli perdite che poi le banche cavillano sui bilanci?”
"Vi ringrazio, mi pare che abbiamo disegnato una approfondita panoramica delle problematiche di quello che appare una transizione non gestita più che un suo effetto distruttivo e avete dato suggerimenti per le soluzioni”.
La Forza della Voce, 5 aprile 2026
“Persone che dicono le stesse cose, la riscoperta di una società comune, non siamo isole”
Roberto Mahlab