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 Innamorato
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Gabriella Cuscinà
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Inserito - 19/04/2004 :  12:59:46  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Gabriella Cuscinà Invia un Messaggio Privato a Gabriella Cuscinà
Innamorato


Un piccolo viso pallido, dolce, soave. Non lo dimenticherà tanto facilmente.
Le guance diafane erano armoniose, gli occhi grigio verdi sembravano due finestre aperte alla vita. Risultavano inquietanti sul volto di una bambina. Lo hanno attratto non appena i loro sguardi si sono incontrati e quell’istante non lo abbandonerà mai più. Una parte di lui resterà ancorato all’attimo in cui l’ha vista per la prima volta.
Benedetto aveva quattordici anni a quel tempo e veniva chiamato da tutti Benny.
Era la sorella di un amico. Si chiamava Luisa, aveva i capelli cortissimi e il viso triste.
“Come stai?” le aveva chiesto.
“Adesso sto meglio grazie” aveva risposto. “ Sono stata malata, ma non devi guardarmi .”
“Perché?”
“I miei capelli…..” Si era portata le mani al capo quasi a coprirlo. “Li ho persi per una forte anemia e me li hanno tagliati.”
L’aveva amata subito di un amore struggente, tenero, esclusivo. Da allora aveva pensato sempre a lei, solo a lei. Scriveva il suo nome sul diario, sui quaderni, sui libri.
La sognava ad occhi aperti, la immaginava accanto a sé mentre la carezzava e baciava i suoi corti capelli.
Poi si erano di nuovo incontrati e lei aveva accettato di essere la sua ragazza. Dunque le telefonava e le mandava messaggi decine di volte al giorno. Le dichiarava il suo amore e le confessava gli spasimi del cuore. Un giorno c’era stato il primo rocambolesco bacio: passeggiavano ai giardini pubblici tenendosi per mano e s’erano fermati a sedere sul bordo di una vasca. Guardava estatico quelle labbra morbide, socchiuse su denti perfetti, e aveva avvicinato il viso. Le pulsazioni erano aumentate e Benny si era sporto per baciarla. Si era slanciato in avanti, ma la ragazza ritraendosi, si era alzata e lui era caduto nell’acqua.
Successivamente era stata lei a prendere l’iniziativa per baciarlo e aveva cercato di introdurre la lingua nella sua bocca. Il ragazzo l’aveva tenuto chiusa e il risultato era stato una bella lavata di faccia.
Erano stati fidanzati per tanti lunghi anni. Il loro era un amore consolidato e fatto di fiducia, stima, confidenza. Luisa preveniva ogni suo desiderio, lo capiva, lo assecondava. Dopo che Benny aveva vinto il concorso come Pubblico Ministero, si erano sposati ed avevano avuto due splendidi bambini. Svolgeva il suo incarico di P.M. in un una cittadina di provincia e lei invece lavorava presso un laboratorio di analisi. Ma l’avevano trasferito e assegnato al tribunale della sua città. Quindi la famigliola era andata ad abitare in una villa che apparteneva ai genitori di lei.
Nei due piani superiori abitavano i suoceri e la famiglia della cognata.
Da allora erano cominciati tutti i guai. La convivenza è difficile, specie se i parenti sono invadenti, ingombranti, poco sensibili al bisogno di privacy. Erano presenti in casa nei momenti meno opportuni, li assillavano e volevano partecipare ad ogni evento e discussione.
Benny aveva manifestato alla moglie il suo scontento, ma lei sembrava non badarci ed era felice di avere continuamente per casa padre, madre, sorella, cognato e nipoti.
La sua famiglia s’era improvvisamente allargata e non c’era più un attimo di solitudine, di pace, di quiete. Aveva iniziato a paventare il momento del rientro a casa dopo il lavoro, nella certezza di essere assalito dai nipoti che coinvolgevano i suoi figli nella sfrenatezza più inaudita.
Rimpiangeva i giorni felici trascorsi nella cittadina di provincia, in una casetta piccola, ma solitaria, accogliente e dove mai nessuno osava intrufolarsi nel loro ménage.
Finché un giorno, in ufficio, non conobbe una collega. Capì in quel momento di essere per la prima volta veramente innamorato. Era un nuovo magistrato e si chiamava Annalisa. Nubile, avvenente e riservata, aveva nerissimi occhi pungenti e lunghi capelli castani. Il suo dire rivelava una vasta preparazione e una particolare
intelligenza. I suoi modi schivi risultavano affascinanti e quando camminava, faceva ondeggiare lievemente i fianchi.
Fino a quel momento, Benny non aveva mai capito che essere innamorato potesse significare provare una forte attrazione sessuale. Aveva voluto bene a Luisa e credeva che quell’amore lo appagasse interamente. Invece scopriva nuovi orizzonti e nuove sensazioni. Quando la collega lo guardava, provava un arresto cardiaco e credeva che il mondo si fermasse. Avrebbe voluto stringerla, toccarla, baciarla, avvinghiarsi a lei per non lasciarla più. Di notte sognava di fare l’amore con Annalisa e si lamentava emettendo degli spasimi sensuali. Aveva cominciato ad allontanarsi dalla moglie e, se a letto lo toccava, si girava dall’altra parte.
Era come posseduto da una forza irresistibile, ma capiva che quella forza altro non era che amore vero, travolgente, fatto di passione e abnegazione. Per lei sapeva di poter commettere qualsiasi follia. Infatti quando Annalisa iniziò a rivolgergli delle attenzioni, Benny credette di toccare il cielo con un dito.
A casa divenne scostante con la moglie e le disse che non ce la faceva più a vivere con i parenti per casa. Cercava ogni minimo pretesto per litigare e rinfacciarle gli anni sacrificati per lei e per i figli. Finché anche Luisa si stancò e il loro rapporto divenne irrimediabilmente teso. Di questo parlò con la benamata, dicendo che voleva andare via da casa perché ormai era innamorato di lei e voleva vivere solo e soltanto con lei. Quella cercò di farlo rinsavire dicendo che la famiglia è un valore assai importante e bisogna difenderlo, ma intanto anche lei s’era innamorata e non poteva fare a meno di guardarlo con trasporto e dolcezza.
Fu la stessa Luisa a metterlo dinanzi al fatto compiuto: doveva andar via da casa per evitare ai figlioli quel perenne stato di guerra e le continue recriminazioni.
Non se lo fece dire due volte. Preparò le valigie e andò a vivere da solo.
Era innamorato, invaghito e felice. Sapeva di aver riacquistato la propria libertà e che da lì a poco la collega sarebbe divenuta la sua nuova compagna.
Il sogno si realizzò nel giro di pochi mesi e Benny conobbe un nuovo tipo d’amore. Quello che è conoscenza del piacere, che fa tacere la ragione, che riconosci al primo sguardo. Capiva che si era arreso all’amore poiché esso vince su tutto. Non si sentiva colpevole in quanto il suo cuore era stato scosso da una tempesta e non aveva potuto difendersi. Quell’uragano aveva abbattuto ogni resistenza come una forza che aveva agito contro la sua stessa volontà.
Aveva riacquistato la pace, la voglia di vivere e di sorridere.
Mantenne legami d’amicizia con Luisa, quindi molto spesso andava a trovare i figli e li seguì nella crescita.
Un giorno il maggiore di essi gli chiese: “ Papà cosa vuol dire essere innamorato?”
“Benny rispose: “Figliolo, significa sentirsi liberi e liberati da se stessi, significa serenità, divenire premurosi, rispettosi, responsabili e felici.”


Gabriella Cuscinà

   
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