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 I Sopravvissuti Di Osiris
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Domenico De Ferraro
Emerito


Italy
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Inserito - 15/05/2011 :  16:38:54  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a Domenico De Ferraro
I SOPRAVVISSUTI DÌ OSIRIS
Dopo di me ,verranno i nuovi Adami con ittiosauri,
e minotauri,e lauri,e con minoici ,e marziani ,e gesuiti:
e nuove esposizioni universali, gare mondiali ,guerre nucleari ,
e imperi d’occidente ,e maomettani : dopo di me ,il diluvio ,
e le pallottole ,e le famiglie ,le scarpe, le trottole.

Edoardo Sanguineti


Una nuvola grigia dall’aspetto minaccioso prese forma d’un essere mostruoso ,apparve una tranquilla mattina dell’anno tremila sul pianeta Osiris abitato da una colonia di terrestri portati li durante un viaggio sperimentale a colonizzare nuovi luoghi abitabili. Il gruppo di terrestri guidati da Marcus , sbalorditi provarono a nascondersi , ma la massa informe prese sempre più sostanza ,trasformandosi in miriadi di piccoli mostri affamati. Sembrava che fosse giunta la fine. Marcus guardò i suoi compagni e incitandoli a resistere prese ad infondere coraggio in loro :
Non dobbiamo arrenderci possiamo sconfiggere queste orribili creature sono solo una illusione generato dai nostri sensi, dalla nostra paura dell’ignoto dobbiamo stare uniti e non mostrare timore sicuramente spariranno indietreggiando nell’oscurità dove sono nati .
La battaglia si fece cruenta sembrava non aver mai fine giorni e mesi di duri scontri decimarono la popolazione dei coloni terrestri .
I bambini vennero nascosti e con essi le donne ,gli uomini uniti lottarono fino a l’ultimo sangue ma a volte inutilmente qualcuno in preda ad una inspiegabile violenza si avventava sopra i suoi stessi compagni per eliminarli in modo crudele. Dopo circa un anno il pianeta Osiris fu conquistato da strani orribili esseri provenienti da chi sa quale pianeta. Ma, in una grotta sotterranea situata nelle viscere di quel pianeta un gruppo di sopravvissuti
tra cui un piccolo uomo insieme a sua madre erano riusciti a mettersi in salvo . Erano inermi ,affamati impauriti a tal punto da guardarsi sospettosi l’uno verso l’altro. Il piccolo uomo crebbe veloce nascosto nelle grotte sotterranee imparò a lottare e a difendersi dai mostri che provavano ogni giorno a catturare i sopravvissuti .
Sicuri rifugi le profonde e tortuose grotte permettevano di sfuggire agli attacchi dei mostri . Il piccolo uomo provvisto di una forza sovraumana capace di combattere corpo a corpo con i mostri e spesso distruggerli, figlio di Marcus perito durante l’invasione. Jonathan esaltato dal popolo dei sopravvissuti ammirato e osannato come guida contro i terribili mostri. Nel giro di pochi anni riuscì ad organizzare un valido piano di difesa capace di respingere le centinaia di mostri affamati. Ripeteva continuamente :
L’ unica nostra salvezza è riuscire a mettersi in contatto con il nostro pianeta d’origine per avere così gli aiuti necessari per abbandonare questo pianeta e riuscire a contrattaccare e distruggere per sempre queste malvagie creature.
Un gruppo di noi deve ritornare in superficie e far funzionare
i vecchi e logori strumenti di comunicazione con il pianeta Terra .Dobbiamo fargli sapere che siamo ancora vivi e aspettiamo d’essere salvati . Ma come faremo Jonathan a non essere visti da quelle maledette bestiacce sentono l’odore dei nostri corpi a un miglio di distanza. Mi sembra una impresa disperata. Ci vogliono validi uomini
e se quest’ultimi periranno le nostre difese s’indeboliranno sempre più e questo potrebbe provocare la nostra inesorabile fine.
Dobbiamo provarci , fare il possibile dobbiamo giungere all’interno della base di comando in superficie e lanciare un nostro messaggio di aiuto .Renderemo accessibile al nostro passaggio una lunga galleria scoperta causalmente durante una perlustrazione che giunge nelle vicinanza della base. Sarà un lavoro duro e faticoso forse c’impiegheremo molto tempo, ma dobbiamo farcela, non abbiamo altra scelta , morire o vivere a queste condizione e cosa assai relativa arrivati a questo punto .Siamo sopravvissuti a tante difficoltà a strazianti e crudeli loro attacchi se fino adesso non ci hanno decimati del tutto, attaccandoci in massa c’è un motivo preciso , ve lo siete mai chiesto perché ? avrebbero potuto distruggerci già moltissimo tempo fa , per loro sarebbe stato facile , sono migliaia ,noi poche centinaia . Questi interrogativi mi perseguitano ogni notte perché i mostri hanno permesso che noi continuassimo a vivere?
Il motivo è che loro seguono il loro istinto di predatori e quest’ultimi non hanno ragione d’esistere senza prede.
Le prede siamo noi ci hanno permesso di crescere e vivere stabilendo così un loro equilibrio naturale .
Finché noi esistiamo su questo pianeta anche loro esisteranno .
Va bene Jonathan siamo con te dicci cosa dobbiamo fare ,quando s’inizia . Oggi stesso ,ho già mostrato a Ferguson la segreta galleria che conduce verso la superficie in prossimità della base , bisognerà solo allargare il cunicolo onde permetterci di passare
ed uscire fuori senza essere visti.
Il mattino dopo illuminato il passaggio con torce di fuoco Jonathan e un gruppo di suoi compagni incominciarono a risalire il lungo cunicolo che li avrebbe portati in vicinanza della base .Lavorando faticosamente nell’allargare il passaggio rimasero in quel stretto e impervio cunicolo per due tre giorni di seguito dandosi il cambio ogni tre ore . Il quarto giorno il gruppo di ardimentosi incomincio a scorgere nell’oscurità una fioca luce erano vicini all’uscita del cunicolo. Adesso dobbiamo stare attenti, dobbiamo aspettarci di tutto, una volta messo fuori la testa dal cunicolo . Non fate gesti inconsulti e seguiti il gruppo. Dobbiamo essere rapidi e decisi e soprattutto silenziosi un piccolo rumore ed i mostri ci saranno addosso. Cospargetevi bene il corpo con il fango per non far sentire il vostro odore ai nemici . E non abbiate paura c’è la possiamo fare. Siamo tutti con te Jonathan questa per noi è una grande occasione , dobbiamo farcela ,dobbiamo riuscire a sconfiggere questi maledetti mostri.
Vinceremo le nostre paure non ci trasformeremo come loro .
Ora andiamo senza perdere più tempo, pochi metri e saremo fuori. Forza uomini facciamo cadere quest’ultimo strato di rocce .
Il lavoro si fece frenetico sembravano un solo corpo che scavava e picconava lo strato di rocce ,un corpo sudato, infreddolito ma vivo con un grande speranza dentro di riuscire ad uscire per sempre da quell’incubo che li teneva prigionieri sotto terra.
Il primo ad uscire fu Jonathan poi piano,piano
i suoi compagni , l’oscurità era densa lievemente illuminata dalla luce delle stelle ,un deserto intorno ,
un vento gelido correva veloce facendoti rabbrividire .
Si guardarono prudenti intorno, dei mostri nessuna sospetta presenza. Poche centinai di metri li dividevano dall’uscita del cunicolo dalla base. Una corsa disperata contro il tempo e contro se stessi.
Coperti dal fango giunti a metà percorso il vecchio Fred si girò per istinto e con gran suo stupore una bocca bavosa gli era vicino al muso pronto a divorarlo. Ebbe appena il tempo d’avvertire il suo compagno che gli era d’avanti e sparì trascinato nell’oscurità , inghiottito nel buio catturato da una o due creature.
L’allarme corse veloce . Ci attaccato, ci hanno scoperti .
Correte manca poco. Forza uomini non mollate proprio adesso saranno ancora pochi metri. Ma quella breve distanza sembrava simile alla distanza che li divideva dal loro pianeta Terra .
In breve tempo centinaia , migliaia di mostri si fecero intorno sembravano non avere mai fine uscivano dal nulla si materializzavano improvvisamente accanto aggredendoli selvaggiamente senza lasciare scampo ad alcuno. Jonathan prese a correre a più non posso sferrando colpi a destra e sinistra afferrando , stritolando con la sua forza ogni mostro che l’assalivano.
E in quella disperata battaglia l’animava il ricordo delle parole di suo padre Marcus Jonathan non aver paure dei mostri essi sono solo una nostra illusione , devi essere più forte delle tue paure delle tue angosce . L’oscurità si fece fitta non udiva più la voce dei suoi compagni era rimasto solo avrebbe voluto soccombere anche lui ,ma l’immagine dei suoi genitori dei tanti suoi cari compagni che non c’erano più il ricordo della terra dei suoi prati in fiore ,del sole ,del mare. Lo spingevano a correre a lottare fino all’ultimo respiro. Non arrenderti Jonathan sono solo una illusione .
La base a pochi passi da lui.
Un gigantesco mostro dalle dimensione e dall’aspetto orribile gli sbarrava il passo ,ma lui raccogliendo tutte le sue forze si lanciò addosso strozzandolo con la forza delle sue braccia. Poi esausto cadde riverso sul corpo sconfitto del mostro , intorno a sé udiva un brulichio di voci ,chiuse gli occhi e perse i sensi.
Quando si risvegliò una strana luce che non aveva mai visto rischiarava Il pianeta di colori caldi e soffusi dalle tonalità più varie lasciavano scorgere luoghi mai visti su quel pianeta .
Dei mostri nessuna traccia, era solo , quasi sulla soglia della base s’alzò e faticosamente accese il grande generatore , cercando di mettersi in contatto con la terra lanciando diversi messaggi pochi minuti e una voce femminile gli rispose: Qui terra abbiamo ricevuto la vostra richiesta d’aiuto. Non muovetevi da dove siete poche ore e una nostra unità di salvataggio vi porterà
in salvo. Era finito, quel maledetto incubo era finalmente finito, Jonathan tirò un sospiro di sollievo gli sembrò incredibile, c’è l’aveva fatta era riuscito a sconfiggere le sue paure e quei orribili mostri della sua infanzia.


DOMENICO DE FERRARO

   
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