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Inserito - 17/09/2008 :  06:21:16  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Admin Invia un Messaggio Privato a Admin
Sembra che la crisi venga limitata alle banche e ci vorrà parecchio tempo fino a che i consumatori paghino la smodata e illecita ricerca del guadagno degli istituti di credito.
Le borse registrano fughe dai titoli bancari perchè gli investitori sono giustamente convinti che i titoli delle banche dividendi o guadagni per un po' non ne daranno e si concentrano sulle valute, ma in modo abbastanza soft, tanto che il ventilato taglio dei tassi in America non ha condotto all'abbandono del dollaro. Tutto questo significa, almeno alla fine di questa prima giornata, che il panico non ha prevalso, che si tende a dare fiducia all'economia americana e che si tende, purtroppo, a considerare l'economia europea in recessione, tanto da scontare a breve un avvicinamento tra tassi americani e europei. La cosa interessante è che sono i mercati a spingere verso un nuovo equilibrio e non le decisioni delle autorità monetarie che sono a traino.
Intanto la domanda per i titoli del tesoro americani è così massiccia che gli Stati Uniti hanno potuto ridurre i tassi che compensano gli acquirenti di un quarto di punto, in pratica, ancora una volta, è l'America che decide quanto ti fa guadagnare se investi nei suoi titoli di stato, il tesoro americano risparmia lo 0,25 percento per ogni nuovo titolo emesso. Il tesoro italiano è invece costretto a offrire tassi di renumerazione sempre più alti per i buoni del tesoro del nostro paese, oggi siamo a mezzo punto oltre la renumerazione dei titoli di stato tedeschi, i famosi "bund". Significa che gli investitori considerano l'Italia ben più a rischio della Germania. E mi sa che, come già compreso dalla Fed americana, il desiderio di mettere il laccio all'inflazione deve essere accantonato. E'
stato il motivo di differenza tra gli Stati Uniti e l'Europa, la banca centrale americana ha preferito spingere la crescita, la banca europea al contrario ha cercato di soffocarla per evitare che l'inflazione aumentasse.
Personalmente sono favorevole all'approccio americano e secondo me l'Italia avrebbe fatto meglio ad entrare nell'area del dollaro anzichè in quella del marco, ma ormai è così e fino a che l'Europa non dismette le finte politiche parasocialiste, l'America continuerà ad essere lontana. E poi ho notato che i tassi dei buoni americani non sono così distanti da quelli europei, nonostante ci sia una differenza ufficiale di oltre due punti, dunque è naturale che gli investitori rimangano sui titoli americani.
Certo in questo momento l'unica alternativa per investire sono i titoli di stato e i pronti contro termine, unici valori che danno un reddito. Siamo tornati cioè, seppure a livelli più ridotti degli anni ottanta, ad un mercato in cui ci si guadagna con gli interessi dei titoli di stato e si sta lontano dalla borsa, questo significa anche un calo degli investimenti per le grandi aziende quotate. Insomma, piccolo è bello, se non fosse che in Italia abbiamo come socio di maggioranza lo stato in qualsiasi attività.
In definitiva il sistema sta reggendo perchè non è interesse di nessuno, neppure degli speculatori, farlo saltare. Ma allora che fine faranno tutti quei soldi che lasciano la bolla petrolio e la borsa? Secondo me la borsa non è una bolla però, se trovi i titoli blue chips americani e metti tutto nel cassetto per i prossimi cento anni, poi guadagni bene a rivenderli. Ma mi sa che quei tempi sono finiti, oggi si punta ad avere il portafoglio reale pieno piuttosto che quello virtuale. Sono tutti sintomi di inflazione. E adesso le banche dovranno far la corte ai loro clienti, altro che subprimes. Solo è necessario stare attenti quando offrono renumerazioni galattiche e poi ti ritrovi che ti hanno spacciato titoli spazzatura, stanno facendo pure questo, la banca etica è scomparsa a seguito dell'affermarsi della banca speculatrice senza scrupoli.

   
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