Concerto di Sogni
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 La botte della burla
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fravola
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Inserito - 11/04/2006 :  05:30:42  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a fravola
21,16, La casa silenziosa nella calda serata estiva, si anima di presenze., fantasmi della memoria Ricordo l’infanzia?L’ho mai vissuta? L’aria è pesante, umida, scendono gocce di sudore, salate come lacrime. E' sia un richiamo per far riaffiorare una fanciullezza lontana?Idea, posso sperimentare l’autoipnosi.Mi alzo, raggiungo l’oggetto ideale per questa tecnica.Sì così può funzionare.Seguo con gli occhi l’oscillare lento del pendolo.Conto a ritroso da 10 ad uno.
“Ninni cosa fai ?”La nonna mi chiama Ninni, a me piace è come riceve una carezza ogni volta che usa quel nomignolo.
“Sto giocando con i pezzetti di carta, li accendo poi li spengo, è bello il fuoco nonna “ Cosa con il fuoco ?” “Nonna tranquilla non vedi come sono brava, accendo la carta e la butto di sotto…ehi nonna guarda la tenda del balcone sì e illuminata!”Arriva la nonna Più che una persona che corre sembra un ciclone ma quanto è buffa.
Ninni, ninni sei arso alla tenda dei vicini.Presto presto dell’acqua!
“Capirai che vuoi che sia “Ninni con il fuoco non giocherai mai più”
Allora funziona.Sotto nascosta fra cenere e polvere ci sono infanzia, adolescenza.Occhi puntati sul pendolo, coraggio riprovo.
Estate.Paesino di montagna nelle prime colline dell’Appennino tosco-emiliano., mia cugina, io con altre bimbe stiamo giocando nel giardino della villa.”Mi sto annoiando terribilmente”
“Perche’Anna”? “ Perché, perché ma così non ci diverte, solo a fare coccolotti nel prato, ci vuole una cosa più interessante tipo… Ci sono.Quella botte vuota di catrame.Dai ci andiamo tutte dentro.Questo sì che è divertimento”
“Ma io ho paura “miagola mia cugina.
“La solita fifona.” Esce dalla bocca ma la testolina mi urla pavida” Vado io , poi uscirò ed allora rientreremo tutte nella botte !Chiaro?”
“Se lo dici tu …”
Salgo sul muretto mi siedo e lentamente mi faccio scivolare nella botte,
“Visto fifone fatto “ Sono molto orgogliosa di me. Certo che il mondo visto da una botte di catrame ha notevolmente un aspetto diverso.Forse è un troppo buio, però l’odore del catrame è buono, mi sento solo tutta appiccicosa.
“Ora esco poi tocca a voi “
Esco e com’esco, provo ma scivolo, Cavoli.Con le braccia non arrivo al bordo della botte.
Punto i piedi sulle pareti ma splash scivolo giù E’ come voler scalare una gomma da masticare, scivolosa e umidiccia.
“Esci o no? Vogliamo venire nella botte anche noi”
“Si scendere voi, non riesco ad uscire io.Non state impalate come delle belle statuine, andate a chiamare la nonna, Voglio uscire.”
Continuano a rimanere imbambolate.Guardano dentro la botte.Con stizza ripeto: ” Ehi non sono la luna nel pozzo !Andate a chiamare la nonna!” Niente.,schiocche bambine paurose.,tutto quello che riescono a fare è far scendere goccioloni di lacrime sulle guance arrossate.
Batto i piedi con forza. Mamma mia che rumore assordante dentro quella botte. Rimbomba tutto anche la mia vocina. Vocina trasformata in vocione per la rabbia e per l’inerzia estiva che ha colpito le mie compagne di gioco. Sembrano lucertole immobili sotto il caldo sole dell’estate
.
“Ho detto andate a chiamare la nonna “ Nonna, nonna, nonna, l’eco della botte ripete.
Mia cugina, come se avesse terminato di giocare a strega impalata si muove, corre verso casa. Evviva! Ora arrivano i nostri.
Sì i nostri arrivarono. Alzando gli occhi vedo il viso della nonna.Il volto serio e severo tradito dagli occhi. Occhi sorridenti e divertiti. Si sa che i grandi in certe circostanze non possono far trapelare il bambino che è in loro e quindi…volto serio e voce severa,
Penso: ” Si, si dai nonna fai la seria, e ridi dentro ma ora tirami fuori.” Penso e non dico nulla.
“Vorrei sapere come ti vengono queste idee.Vedi le tue amiche, loro sì che sono brave bimbe, non maschiacci come te !” Ora dai dammi le manine che ti faccio uscire.
Hurrà! Ero libera; ci stavo bene nella botte, era divertente.Buffo era vedere dal basso le faccine sconvolte di quelle paperotte senza fegato.
“Guarda come sei conciata. Il vestito tutto sporco ed i capelli tutti …”Non riesce a terminare la frase con la voce che usa quando rimproverava., sonora risata le sgorga argentina e mi avvolge in un caldo abbraccio, Le braccia della nonna rifugio sicuro e rasserenante.
Entriamo in casa, io per nano alla nonna e le cinne –termine tipicamente dialettale bolognese per definire bambine-dietro,
Blob, blob, un borbottio simile ad una pentola di fagioli è la tiritera che la nonna andava recitando.Il sermone per chiarire che non avevo fatto una cosa giusta.In ogni modo la guardavo e notavo che faceva sempre più fatica per mantenere il volto serio.
“Ora ti pulisco, se mi riesce.Il catrame è difficile da togliere.
Si avvia verso la cucina, torna e … oh no! Olio e pure d’oliva.Ho sempre detestato l’odore dell’olio e poi è scivoloso, viscido e per dirla come va detta” puzza.”
“Vieni qua, dove scappi? “, Dove scappo? Lontano da quella puzzolenza!
Sono presa.Svestita e unta come, come …uhm come una cosa unta.,tipo anguilla!
Nuda, lucida come uno specchio e puzzolente guardo le mie amiche che stanno ridendo.
“Ridete pure ma voi ,forse non sapete che l’olio rende la pelle vellutata.Ci sono andata di proposito nella botte per avere un privilegio che a noi bambini è negato.Essere massaggiati con l’olio. I grandi lo fanno sempre. Ecco perché la nonna ha una pelle morbida come velluto e profumata come una rosa !”
Non ridono più, mi guardano con la bocca aperta,
“Vuoi sostenere che l’hai fatto per avere un massaggio con l’olio? E che l’olio è così prodigioso ?”
“Certamente”Ho vinto.Unta e puzzolente ma nella botte ora c’erano loro.,nella botte della burla
Il sole lascia il passo alla sera. Già venere luminosa nel cielo. La campagna attorno alla casa diventa sempre più silenziosa! Le cicale erano a letto da qualche tempo, le galline ed i pulcini silenziosi nel loro pollaio, Il gatto si aggira con passo felpato in caccia di qualche animaletto ritardatario. Gli uccelli hanno terminato di stupire con i loro canti e le giravolte nel cielo, si avvicina l’ora del riposo.
Dentro la casa, la nonna prepara la cena.Le bambine in pigiamino pronte per l’ispezione: denti, mani, collo, sederino e piedi.
Mi sentivo osservata dalle amichette ed in particolare dalla cugina.
“Pensano ancora all’olio? Ci guardiamo di sottecchi, studiando quale sarebbero le prossime mosse. Quell’aria pesante di sfida, tipo OK Corral, è interrotta dalla voce della nonna “ A tavola bimbe, è pronto, su finché e caldo”
Uno scalpiccio di piedini per arrivare prima alla tavola. Poi la faticosa arrampicata sulle sedie, lottando con i cuscini che occorrono per farci arrivare alla giusta altezza.
“Uhm nonna buone, hai fatto le cotolette con le patatine fritte!” E mia cugina “Nonna ma c’e anche il dolce? ” “ Buone ore mangiate la ciccia e poi c’e una sorpresa “ Zitte, zitte ci mettiamo a mangiare di gusto.Cosa c’e’ di più buona di una cotoletta e patatine …
Sulla tavola l’acqua fresca della fontana, la bottiglia di vino bianco della nonna, il pane cotto nel forno a legna, aceto, sale, pepe e ancora l’olio d’oliva.
La nonna ci versa un dito di vino innaffiato, si dice così perché è più acqua che vino, per noi è un premio.L’ampolla dell’olio attira a turno i nostri sguardi.
Spazzoliamo letteralmente il piatto.Non occorre di lavarli tanto erano lustri e puliti.
In silenzio aspettiamo la sorpresa. del dolce.La nonna arriva dal cucinotto portando delle pesche cotte ripiene di zabaione montato.
“Nonnina che buone “ Le ho fatte per te Ninni” Op e due! In un sol giorno la nonna mi ha dato preferenze, Quelle due mi tirano le trecce con i lampi degli occhi.
Le pesche spariscono in un batter d’occhi.
“Brave, ora carosello e poi a letto”,
Ci sedediamo sul divano carosello è uno spettacolo impedibile. , andare a letto senza carosello ? Impossibile.
Al termine da brave in fila come delle formichine, salutiamo la nonna con un bacino e via in camera. Passo davanti al tinello mi accorgo che l’ampollina dell’olio non c’era più! Sicuramente era già stata riposta nella credenza.
Il tempo di dire le preghiere e poi sotto le coperte.Ho le palpebre che non stanno aperte e poco dopo eccomi cotta come una marmotta.
Non posso dire l’orario ma ricordo solo che mi sono svegliata perché un filo di luce illuminava la camera.
Siedo sul letto, quello di mia cugina è vuoto! Scendo ed in silenzio seguo il fascio di luce, Da non credere, è in tinello che si frizionava con l’olio d’oliva e invocando la fata della bellezza per renderle sempre una pelle liscia e vellutata come la mia. Una fatica terribile per non scoppiare a ridere. Lasciamole credere alla fata dell’olio d’oliva e poi chissà forse potrebbe esistere sul serio. Senza far rumore ritorno nel lettone, mi riaddormento e sogno foreste d’ulivi, fiumi d’olio tutti color dell’oro.

Fravola
Tutti noi cerchiamo la felicità dimenticandoci che l'abbiamo dentro."
...ed è molto più facile piangere che regalare un sorriso al prossimo ed a se stessi!

   
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