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 4 Favole e Racconti / Tales - Galleria artistica
 Fan Fiction Saikano
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Veronica Pappolla
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Italy
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Inserito - 20/06/2005 :  16:08:50  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a Veronica Pappolla
AVVISO: questa in realtà è una fan fiction, ma visto che ci sono l'ho aggiunta, spero che vi piaccia. Commenti sopprattutto voi amici dei Manga & co
PS: scusate eventuali errori

UN BACIO CHE CAMBIA LA VITA

NOTA: grazie per esserti interessato alla mia FanFiction e…..………….buona lettura!!!!!!!!!!!!!!!!!

Capitolo 1
L’incontro

Una battaglia…………..distruzione…………..un’alta battaglia……….distruzione………ancora una battaglia…….distruzione………..ancora un’altra…………..altra distruzione…………Quando finirà questa stupida guerra! A causa di questa guerra non sto andando a scuola. Non posso rivedere il mio Shu, no, mi sto sbagliando, ormai lui non è più mio, io l’ho lasciato, ma perché continuo a pensarlo? Perché mi viene sempre in mente il suo nome? Perché nei momenti di solitudine mi appare il suo sorriso, i suoi baci, perché? Io non lo voglio pensare, lui mi ha tradita. Ed è per questo che voglio combatte…….combattere……e ancora combattere, ma non mi interessa la fine che farò, non mi importa se rischio di morire, tanto io sono una di quelle che è destinata a morire! Quando mi scoprì mi sentii molto male, tutto quello che avevo faticamene fatto per nascondergli la mia vera identità non era servito a nulla, il giorno seguente non tornai a scuola per la vergogna. Lui ora mi considera un mostro, ma nonostante questo mi dice di amarmi, ma come può amare una donna del genere? Dopo molte battaglie ebbi purtroppo del tempo libero e per non pensare a Shu, mi vestii da ragazza normale e incominciai a camminare tra la città deserta, l’avevamo fatta sgomberare qualche settimana prima a causa dei nostri nemici, come avevamo previsto attaccarono proprio quella città e non ci furono molti morti, avevamo già messo in salvo la maggior parte della popolazione in un’altra parte del Giappone. Durante la mia passeggiata i pensieri mi giravano a mille nella testa, Shu, i miei “amici” Akemi, Atsushi, le persone che avevo ucciso. Ma perché a me era toccato un destino così crudele, ma perché proprio io dovevo essere l’arma finale del Giappone? I pensieri e i ricordi mi portarono, camminando, alla fine della città che era chiusa con un cancello. Era ancora pomeriggio e non avevo la voglia di tornare nella mia stanza allora mi soffermai a leggere un vecchio cartellone che era appeso sul cancello: I cittadini di questa città sono pregati di sgomberare la propria casa e di scappare insieme ai propri cari in un’altra parte del Giappone, tra un poco questa città sarà rasa al suolo dai nemici, niente panico e sgomberate la città con calma. Lo stato non è responsabile degli avvenimenti che accadranno se questa missiva non verrà rispettata. I proprio cari…………….Shu………………..In quel momento un’irrefrenabile desiderio di ritornare da lui mi fece squarciare il cancello e correre a più non posso per le strade, poi presi il volo. Arrivai vicino alla mia vecchia scuola verso sera, faceva freddo e tutto d’un tratto incominciò a piovere, io purtroppo non avevo niente per coprirmi. Ad un tratto sentii dei passi molto veloci venire verso di me e un richiamo echeggiava nell’aria
- Chise…………………..Chise
Dopo un po’ un ragazzo tutto bagnato si fermò davanti a me e si piegò in avanti, sembrava aver corso per parecchio tempo e aveva il fiatone
- Chise, finalmente, quando ti ho visto non ho potuto fare a meno di non crederci, eppure tu sei qua.
Lui si rialzò e mi guardò in faccia, era Shu. Il mio caro Shu. Allora mi sentii male, vederlo era una strana sensazione, un po’ mi faceva piacere e un po’ non avrei voluto mai vederlo.
- Shu……..cioè Shuji che ci fai qui!!!!!!!!!!
Lui non mi rispose e subito mi abbracciò. Io all’inizio rimasi molto stupita, poi mi ricordai che lo avevo lasciato, ormai non eravamo più fidanzati, ma semplici compagni di classe quindi cercai di oppormi, ma una parte di me lo voleva.
- No Shuji, ti prego…….
Non mi fece nemmeno finire di parlare che subito lui mi baciò appassionatamente
- No, Shu, noi siamo due compagni di classe, e due compagni di classe non si comportano così
Un altro bacio ci unì per qualche minuto, poi lui si staccò, si sfilò il cappotto e me lo infilò.
- Shu…………..
Io lo guardai fisso negli occhi poi scappai in lacrime.


Capitolo 2
Un’improvvisa chiamata

Perché mi faceva questo, perché mi aveva fatto questo?!?!?!?!?!?!Dopo una piccola discussione con il mio “superiore” per essere scomparsa così all’improvviso dall’“accampamento”, mi feci dare il permesso per rimane qualche altro giorni nella mia città, nonostante mi facesse soffrire. La notte era calata da parecchio tempo, quindi mi andai a rifugiare nella mia vecchia casa, mi rilassai e mi appoggiai sul letto. Cercai di dormire , ma non ci riuscii, troppi ricordi erano riaffiorati, troppi avvenimenti felici che non potevo mai più condividere con Shu, anzi, cose che non potrò mai più fare, come andare a scuola, andare al Luna Park, perché io non sono una ragazza normale e non lo sarò mai. La mattina seguente mi alzai molto presto e vidi il cappotto di Shu appeso alla sedia, dovevo riportarglielo prima di partire, o forse no; se me lo sarei tenuto avrei portato con me un suo ricordo, ma non potevo, io volevo dimenticarlo, dovevo dimenticarlo, sia per il suo che per il mio bene. Ad un certo punto mi guardai nelle tasche del giubbotto e ci trovai la mia lettera. La teneva ancora con se, la carta si era un po’ invecchiata e alcuni pezzetti erano ancora bagnati, possibile che erano lacrime? Comunque la lettera diceva: Perdonami, Shu
mi hanno appena chiamato per motivi di
lavoro, quindi devo andare
Ahm...non so più cosa scrivere! Mi
sento un po’ in imbarazzo
Comunque sono felice che tu mi abbia detto di amarmi
Anch’io ti amo
In ogni caso, è meglio se restiamo solo compagni di classe
Continuiamo a essere solo amici, d’accordo?
D’ora in poi non dovremmo più tenerci per
mano o baciarci, o niente del genere.
Allora ci vediamo domani a scuola, d’accordo?
Promettilo, Shu
Promettimi che quando ci vedremo a scuola, domattina, ci saluteremo come due normali compagni di classe. Promettilo Shu
P.S.
Non aver più
Paura di me,
Shu.
Non odiarmi…

Questa era la lettere che gli detti il giorno precedente alla mia scomparsa in questa città, me ne andai in missione e non tornai più fino a oggi. Poi guardando bene il foglio mi accorsi che sotto la lettera c’era una sua piccola nota

Nota bene Chise, io non ti potrò mai e poi mai odiarti e non potrò mai e poi mai avere paura di te, perché tu sei la mia…..Chise!!!!!!!!!!

Scoppiai in lacrime dopo aver letto la sua nota, davvero mi voleva così bene? Dopo un po’ rimisi la lettera nella tasca e gliene feci un’altra dove lo ringraziavo per tutto quello che aveva fatto per me, poi piegai il cappotto e lo misi in una borsa, glielo avrei portato a casa sua, poi gli avrei detto addio e me ne sarei andata per sempre dalla sua vita.
Purtroppo non ebbi il tempo di uscire da casa che subito mi arrivò una chiamata dalla base, mi avvisarono che un aereo sospetto si stava avvicinando nella città in cui mi trovavo, mi diedero le coordinate e mi diedero l’ordine di distruggerlo. Presi immediatamente il volo poi…….poi mi svegliai a terra, che cosa mi era successo? C’erano tante persone intorno a me e guardavano l’aereo abbattuto. Forse ero stata io? Guardai bene l’aero e vidi che era un aereo militare, quindi non mi preoccupai, ormai ero abituata a vedere militari morti, ma perché avevo perso la memoria? Cosa avevo fatto di così terribile tanto da farmi perdere la memoria? Ad un certo punto sentii un urlo provenire dalla carcassa dell’aereo


Capitolo 3
Distruzione e tristezza

- Mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Possibile che io avessi sentito bene, “Mamma”!?!?!?!?!?!?!?!?!, quale soldato avrebbe detto una cosa simile, e poi la sua era una voce infantile. Che cosa ci faceva una bambina in un aereo militare e perché l’avevo lasciata in vita? Di solito facevo in modo che le persone muoiano velocemente e senza soffrire, perché l’avevo lasciata in vita? Mi avvicinai all’aereo per vedere la situazione, ed entrai nella cabina. Alla guida c’era un uomo completamente ricoperto da buchi di pallottole per tutto il corpo, andai nella cabina passeggeri dove credevo di trovarci una centinai di militari, invece ci trovai una ventina di ………civili, tutti morti, avevo ucciso dei civili!?!?!?!?!?!?!?! Nonostante lo shok cercai la bambina che aveva gridato e la trovai, era incastrata tra le lamine dell’aereo
- Su fatti coraggio hanno appena chiamato i rinforzi
- Non ti preoccupare, non voglio vivere, voglio morire così potrò raggiungere in paradiso tutta la mia famiglia e tutti i miei amici
- Scusami, scusatemi, non volevo farlo
La bambina mi guardò in faccia molto confusa, non poteva mai immaginare che la causa della sua morte ero stata io. La bambina era irrecuperabile, non avrebbe potuto vivere a lungo, e lei stessa se ne accorse. Aveva le lacrime agli occhi, ma non piangeva, guardava fissa la madre. Poco dopo chiuse gli occhi e adagiò la sua testa su quella della madre era morta. Tra le mani aveva stretto un diario color rosa, glielo presi e lo lessi, c’erano scritte solo un paio di pagine.
Caro diario,
questa è la prima volta che ti scrivo, finalmente ho ricevuto per il mio undicesimo compleanno un diario segreto tutto per me, la mamma e papà hanno faticato per comprarlo e io ne devo avere molta cura, finalmente stiamo per arrivare in giappone dove una volta atterrati andremo in un ospedale in cui potranno guarirmi. Devi sapere che io sono malata e questa è la mia unica speranza di guarire, dopo aver raccolto i soldi per tre anni i miei sono riusciti a trovare un mezzo di trasporto. Se l’intervento va bene io potrò finalmente diventare una ragazza normale. Ti prego mio caro diario, incrocia le dita anche tu. Un bacio la tua Krista.
Dopo aver letto il diario mi sentii malissimo, ero disperata, che cosa avevo fatto? Questa ragazza poteva guarire dalla sua malattia, poteva continuare a vivere, era venuta qui speranzosa per il suo futuro che si è rivelato crudele, ma che dico, io sono stata crudele. Infilai il diario nella borsa che portavo, affianco al cappotto di Shu. Guardai per un po’ il corpo della ragazzina, dentro di me cuna miriade di sentimenti ruotava in testa, la tristezza, la pietà, l’ira, la colpevolezza. Stavo impazzendo, ma dovevo reagire. Dopo averla liberata dalle lamiere, presi in braccio la bambina e la portai fuori dall’aereo in braccio. Intorno all’aereo si era affollata parecchia gente e quando mi videro uscire fuori dall’aereo mi guardarono come se fossi stata un mostro, tutti quegli sguardi mi facevano impazzire, mi facevano alterare. Mi accasciai a terra e appoggiai il corpo della bambina a terra. La guardai ancora un altro po’, dentro di me il senso di colpa cresce a dismisura, non resistetti e incominciai a piangere. Appoggiai il capo sull’esile busto della bambina, ma subito dopo mi sentii osservata da una persona che conoscevo, quindi alza la testa con tutto il viso colante di lacrime e lo vidi, si era fatto spazio tra la gente curiosa per vedere quello che era successo. Lui mi guardava fisso con una faccia indescrivibile. Era Shu, aveva capito che la responsabile di quella tragedia ero io, ma perché mi guardava in quel modo, quel suo sguardo mi faceva male, mi faceva capire che quasi quasi si disgustava di me.
- No! Shu non è stata colpa mia, non guardarmi così…….ti prego…….
Lui non mi rispose ma continuò a fissarmi negli occhi, allora mi alzai e scappai più in fretta che potevo, più veloce e più lontano che potevo, dovevo andarmene da quel posto. Mentre correvo le lacrime scendevano dal mio viso, attraversavano le mie guancia molto velocemente e andavano a cadere nel pozzo della disperazione.


Capitolo 4

Correvo, correvo, correvo, e pensavo, io non ero la vera colpevole, io non ricordo nemmeno cosa ho fatto sopra le nuvole in quel momento, io non potevo aver sbagliato le coordinate, io non dovevo aver sbagliato le coordinate dell’aereo. Possibile che a sbagliare fosse stata la base? Anche se non avessero sbagliato loro, perché non hanno avvisato l’aereo di andarsene dall’aerea giapponese? Magari in quel momento si poteva chiarire l’equivoco, ma perché? Mentre correvo non guardavo dove mettevo i piedi e finii per cadere per inciampare e cadere per terra. La borsa fece un bel volo e andò a cadere a qualche metro di ,distanza da me, a causa dell’impatto si aprì lasciando cadere a terra anche il suo contenuto. Non mi rialza, ma rimasi lì a terra a piangere e rigirarmi nel mio senso di colpa e nella mia disperazione. Dopo una decina di minuti davanti a me apparve Shu. Che cosa ci faceva qui? Perché mi aveva seguita fino a qui? E poi come era riuscito a trovarmi? Io lo avevo seminato, avevo anche usato le mie capacità per scappare. Come era riuscito a raggiungermi?
- Chise finalmente ti ho trovato
Mi aiutò ad rialzarmi e a sguardo basso gli chiesi
- Come hai fatto?
- A fare che cosa?
- Come hai fatto a trovarmi?
- Quando ti sei messa a correre ti ho seguito e quando mi hai seminato sono andato ad intuito. Chise, scusami per l’altra volta, io non volevo ferirti baciandoti
- Sì, mi hai ferita, ma non ti preoccupare, ci sono cose molto più peggiori di questa, e poi la colpa non è soltanto tua, è di entrambi
- Chise, cosa è successo prima?
- Shu……aspetta che ti spieghi
- Non ti preoccupare, io ti ascolto
- E’ successo tutto all’improvviso, ero appena uscita di casa, volevo restituirti il cappotto che mi avevi prestato ieri sera, ma improvvisamente mi chiamano e mi inviano le coordinate di un aereo da abbattere, io prendo il volo per raggiungere il luogo e, niente, non ricordo nient’altro, mi ritrovo sdraiata per terra davanti a questo aereo militare, mentre me ne andavo ho sentito un urlo di ragazza e quando sono entrata nell’aereo ho visto l’inferno che avevo fatto e che avevo dimenticato, ma dentro quell’aereo non c’erano militari, ma soltanto civili, civili innocenti……e quello è il diario di una ragazza che era presente nell’aereo
Lui si girò immediatamente e raccolse sia il diario che il cappotto, e dopo aver letto il diario mi disse
- Chise non devi sentirti in colpa, tu avevo ricevuto un ordine e non potevi immaginare che dentro l’aereo ci fossero dei civili……
- Sì però potevo controllare chi ci fosse dentro prima di attaccare!
Non gli fece nemmeno finire la frase che subito intervenni io
- Nono so che dirti
E ricominciò a guardarmi in quella maniera strana che io odiavo
- Ti prego non guardarmi in quella maniera, io odio quando mi guardi in quella maniere
- Scusami stavo pensando ad una cosa, com’è possibile che sia riuscita a fare una cosa del genere, la chise che conosco io non avrebbe fatto del male nemmeno ad una mosca, figuriamoci ad un militare
Non dissi niente, ma mi limitai a guardarlo in faccia, rimasi davvero male della sua affermazione, e ricominciai a piangere a fontana nonostante le lacrime agli occhi
- No chise, non piangere…………………
All’improvviso un aereo militare alleato ci sorvolò da molto vicino facendo molto rumore e questo peggiorò la situazione
- Ahhhhhhhhhhhhhhhhh, no, non è possibile


Capitolo 5
Felicità

Detti un urlo di dolore e mi lasciai cadere a terra, il mio corpo, il mio corpo stava reagendo al rumore dell’aereo e si stava trasformando
- Chise cosa succede?
- Ahhh, basta, ah, basta!!!!!!Shu, scappa, te lo dico per il tuo bene scappa
Purtroppo non avevo un posto in cui nascondermi e dal mio corpo uscivano schizzi di sangue e da quelle ferite incominciavano ad uscire missili di tutti i tipi, i vestiti che avevo addosso si stavano strappando tutti e piano a piano, molto dolorosamente, le ali incominciavano ad uscire
- Chise, sono stanco di scappare, non ti voglio lasciare da sola
Affermò questo con un filo di paura, non era un grande spettacolo vedermi trasformarmi. Lui mi guardava terrorizzato e anche un po’ disgustato della scena e non si sbrigava a scappare
- Non capisci…ah….se non.…ah…..te ne vai……ah……potrò ucciderti!!!!!
Lui invece di scappare si avvicinò di più a me e mi abbraccio, sporcandosi tutti i vestiti
- Stai calma, tu non mi ucciderai. E poi perché ti stai trasformando? Non ci sono nemici……
Nonostante cercava di calmarmi io continuavo a trasformarmi
- Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Un urlo ancora più forte. A quel punto lui si avvicinò al mio viso e mi baciò, il mio urlò si “spense” e piano a piano il mio corpo incominciò a tornare normale. Quando il processo di trasformazione si completò Shu mi appoggiò con la schiena ad un muro e mi infilò il cappotto che mi aveva prestato il giorno prima. Io ero sveglia, ma stavo in una specie di svenimento, la trasformazione quella volta era stata lenta e molto dolorosa. Shu mi guardava con uno sguardo nuovo, deciso e che faceva trapelare un certo calore di conforto, così mi fece capire che lui era dalla mia parte. Ancora un po’ shoccato dalla scena si sedette accanto a me e il suo sguardo andò alle tasche, le controllo e ci trovò il mio biglietto. Dopo averlo letto mi guardò e mi abbraccio, in quel momento tornai in me e lo guardai fisso in faccia, mi sentivo un po’ in imbarazzo, in fondo ero mezza nuda di fronte a lui, e poi aveva visto la mia faccia più brutta, mentre il mio corpo è deforme. Lui prese parola per primo per rompere l’imbarazzante silenzio che ci circondava
- Ho letto il tuo bigliettino, e volevo dirti una cosa. Non c’è bisogno che tu mi ringrazi, tutto quello che ho fatto per te l’ho fatto solamente perché ti amavo, e non voglio nessun ringraziamento
- Ma come fai ad amare una donna del genere? Non mi hai vista, ero deforme
- Non so, ma io ti amo e non posso fare a meno di te, e me ne sono accorto troppo tardi, me ne sono accorto solamente quando ti ho perso
- Oh, Shu……………………..
Non dissi niente e lo guardai negli occhi e lui fece la stessa cosa, pian piano i nostri due visi si avvicinarono sempre più fino ad unirci in un bacio
- Shu……………….perchè mi fai questo?
Un altro bacio
- Shu………………no!!!!!
Un altro bacio,ancora più lungo dei primi due, in quel momento la mia testa si svuotò, ma nonostante questo continuavo a pensare: Perché Shu? Perché………………….mi fai questo? Perché mi rendi………………..FELICE? In quel momento sorrisi leggermente, in quel momento Shu mi stava rendendo felice, e tutto quello che succedeva intorno a me non importava, quando questo momento felice si sarebbe consumato io avrei dovuto rispondere alla corte marziale di quello che avevo fatto, un militare non può uccidere un civile, ma in quel momento non importava niente, a parte Shu, i suo sentimento mi rendeva felice, lui non mi odiava e da quel giorno in poi io avrei visto la vita in un modo migliore, da quel giorno in poi avevo un motivo per andare avanti, un motivo per non morire e continuare a combattere, dovevo proteggere Shu, lui non doveva morire, perché lui era l’unica persona che mi rendeva così felice e volevo che lui mi rendesse felice per sempre.
The End

NOTA(dell’autrice, cioè io): Grazie per aver letto fino alla fina la mia Fan Fiction, spero che ti sia piaciuta ( Ci credi se ti dico che l’ho scritta in meno di sei ore!?!?!?!?!?! Comunque volevo solo sottolineare una cosa per quelle persone che hanno letto questa FanFiction e che hanno letto anche il fumetto, o visto la serie di “Lei, l’arma finale!” io ho letto solamente il N° 4 di questo meraviglioso fumetto e ne sono rimasta molto colpita, ed è per questo mi giustifico se non ci sono molte descrizioni dei luoghi


   
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