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 La seconda luna
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luisa camponesco
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Inserito - 26/05/2004 :  10:05:03  Mostra Profilo  Visita la Homepage di luisa camponesco Invia un Messaggio Privato a luisa camponesco

La seconda luna

Hantor guidava la nave verso lo spazioporto di Nylus, rientrava dalla sua missione segreta su Alcion, aveva importanti novità da riferire al Supremo, ma doveva stare attento, nulla doveva trapelare di ciò che aveva scoperto, tanto meno ai Consiglieri del Plenium.
- Manovra d’avvicinamento standard – ordinò al Primo Navigatore – richiesta autorizzazione accesso all’Hangar Y303X
Sullo schermo apparve l’immagine dell’addetto al Ricevimento
- Qualificarsi prego!
- Nave classe J10, capitano Hantor, trasmetto impronta vocale sulla rete sub-spaziale 1-W
- Impronta verificata – dopo un attimo di silenzio – autorizzazione accettata.
Hantor si appoggiò allo schienale con un sospiro, tutto stava andando bene. Appena sbarcato avrebbe comunicato il suo arrivo al Supremo e trasmesso le informazioni. Queste pesavano come un macinio, ma nemmeno il suo equipaggio era informato dell’importanza strategica di quanto aveva scoperto.
Le manovre d’aggancio alla torre dell’hangar furono piuttosto lente a causa di un forte vento che faceva ondeggiare il cavo d’attracco.
- Stabilizzate l’assetto! Siamo obliqui – gli ordini si susseguivano fino a quando un rumore sordo contro la parere esterna fece capire che l’aggancio era avvenuto.
- Quali sono i nuovi ordini? – Il primo Navigatore si rivolse ad Hantor
- Rimarrete in parcheggio fino a quando ve lo dirò, devo assentarmi, ma se non rientro fra 24 parsel (ore di Nylus) allontanatevi e dirigetevi sulla foresta di Frask io vi raggiungerò lì.
- Capitano...
- Niente domande Primo Navigatore, le affido la nave noi ci rivedremo è una promessa.
Detto questo Hantor si preparò a sbarcare. Un ascensore lo portò al quarto livello in un area riservata all’accesso nello spazioporto ai capitani di navi stellari della classe J10 e J11.
- Prego, dichiarare il motivo della visita- la voce metallica del robot controllore attivò un piccolo schermo. Hantor mostrò una piastrina con un codice di alta priorità.
- Ingresso consentito – poco dopo una pesante porta stagna si aprì ed Hantor uscì all’aperto.
Nylus, pianeta dominante dell’impero Isipiano costituito da 53 pianeti, era la sede del governo centrale e delle rappresentanze dei vari regni. Qui il Supremo viveva in un palazzo situato su di un altura che sovrastava la città di Artz, Hantor si recò subito all’aero-parking e noleggiò un mezzo, un monoposto a propulsione G/V, controllò con il suo speciale spy-test la presenza o meno di microspie. Il mezzo risultò “pulito”, quindi mise in moto e si diresse al suo appuntamento segreto.
Pilotò abilmente fra le guglie degli edifici fino ad arrivare sulla terza torre del palazzo del Supremo, da qui, all’interno di un cilindro scese fino alla stanza Del Dialogo. Non c’era nessuno, in apparenza, ma sapeva di essere osservato, attese…
Un pannello color porpora si spostò mostrando una griglia grigia e una voce bassa ma decisa lo chiamò: - Hantor!
- Eccomi Supremo
Hantor si avvicinò alla griglia che non lasciava trapelare nulla se non un’ombra, infatti, nessuno poteva vedere il volto del Supremo
- Quali notizie mi porti dunque?
- Non buone mio Signore, gli alciani hanno prodotto un nuovo tipo d’arma dagli effetti devastanti, non colpisce il corpo ma la mente, rendendo la persona colpita incapace di vedere e capire ciò che accade nella vita di ogni giorno
- Mi stai dicendo che possono rendere schiave le persone colpite?
- Non esattamente Supremo, le persone colpite hanno sempre la loro autonomia ma non si rendono conto dei mutamenti.
- Spiegati meglio non capisco
- Faccio un esempio, se gli alciani volessero impadronirsi del trono di Nylos si sostituirebbero a lei Supremo, ai consiglieri del Plenium, modificherebbero la politica e gli isipiani non se ne accorgerebbero e questo può accadere in qualsiasi momento.
Cadde un silenzio greve che pareva interminabile.
- Si possono attivare delle difese? – la voce del Supremo si fece più attenta
- Non che io sappia, ma la cosa strana è che quest’arma non funziona su tutte le persone, ma purtroppo almeno 20 pianeti dell’impero sono già stati assoggettati, solo un esiguo numero di sudditi è rimasto immune e stà ora conducendo una rivolta segreta.
Hantor sentì un profondo sospiro dall’altra parte della griglia.
- Secondo te cosa dovrei fare?
- Deve lasciare subito Nylos e venire con me.
- Chi mi assicura che tu non sia uno di quelli assoggettati che vuole sostituirsi a me?
Non ci fù tempo per una risposta, in quello stesso istante un gruppo di uomini armati irruppe nella stanza Del Dialogo.
- Eccolo prendetelo, il traditore vuole uccidere il nostro amato Supremo!
Sottili fili luminosi uscirono dalle micro-laser, Hantor attivò lo scudo, ma erano decisamente troppi anche per un uomo come lui, abituato a combattere. Rispose al fuoco, ma dovette abbassare lo scudo così fu colpito ad un braccio, indietreggiò fino ad appoggiarsi ad una parete. Incredibilmente la parete si dissolse e lui precipitò dall’altra parte. La parete divenne immediatamente solida. Ancora stordito e ferito si guardò attorno mentre un vociare soffocato proveniva dalla stanza Del Dialogo.
- Avevi ragione Hantor credo proprio abbiano attaccato Nylus – una donna bellissima era davanti a lui
- Capisco la tua perplessità, ma non penso ci rimanga molto tempo – la sua voce era melodiosa.
- Il Supremo, il Supremo una donna?
La parete attraverso la quale era passato stava diventando incandescente.
- Tra poco questa parete cederà, avremo tempo per le spiegazioni in seguito ma ora dobbiamo lasciare il palazzo, seguimi Hantor.
Senza discutere Hantor la seguì, alla fine di un corridoio la donna stese un braccio e da un anello uscì un raggio che materializzò un cilindro. Entrarono e salirono fino alla terza torre del palazzo dove era parcheggiato il monoposto di Hantor.
- Vai Hantor e guida i ribelli, combatti fino a quando gli alciani non saranno sconfitti.
- Ce ne andremo insieme Supremo, lei mi deve parecchie spiegazioni. – Così dicendo la costrinse, non senza fatica a salire sul mezzo.
Nonostante il poco spazio riuscì a decollare e un leggero imbarazzo, gli imporporò le gote. Erano trascorse ormai 23 parsel dal suo sbarco su Nylus, con un po’ di fortuna sarebbe riuscito a raggiungere la sua nave prima che eseguisse l’ordine di lasciare lo spazioporto. Di fortuna ne avrebbe avuto bisogno, infatti, poco dopo il decollo, navette armate incominciarono a sparare, Hantor fu costretto a zizzagare per non essere colpito, la sua navetta non era armata.
- Ho bisogno del suo aiuto – gli pareva strano rivolgersi ad una donna in quel modo, ma le circostanze non ammettevano un atteggiamento diverso.
- Cosa devo fare comandante Hantor? –
- Comandante?
- Si da questo momento ti nomino comandante delle armate dell’Impero Isipiano.
Non aveva certo tempo di pensare alla nomina ora doveva arrivare in tempo allo spazioporto, un raggio laser colpì la zona motore e un fumo acre invase la cabina.
- Mi spiace ma dobbiamo atterrare – ed eseguì la manovra con vera perizia. Riuscì a far posare il veivolo su un grande prato ed uscirono in fretta dall’abitacolo.
- Dobbiamo raggiungere lo spazioporto a piedi, mi dia una mano correremo insieme – Con un po’ di titubanza la donna si lasciò guidare. Mancava mezzo parsel al decollo della sua nave e la strada era lunga.
Il Primo Navigatore camminava nervosamente sulla plancia e guardava continuamente il contaparsel, l’equipaggio attendeva l’ordine di decollo.
- Primo Navigatore siamo quasi al limite di tempo.
- Accendete i motori – disse sospirando
- Ma aspettate che vi dia l’ordine.
La nave sussultò e tutti si preparano allo sgancio.
- Il tempo è scaduto, dobbiamo partire
- Si, si, aspettate – il Primo Navigatore si passò nervosamente la mano fra i capelli quando…
- Guardate! Stà arrivando qualcuno. – su uno schermo apparvero chiaramente le figure di Hantor e… di una donna.
- Fermate il decollo, attivate la cabina ascensionale.
Poco dopo sulla plancia fece il suo ingresso, ansimando, Hantor, il Primo Navigatore si lasciò cadere su di una poltroncina.
- Pronti al decollo – la voce di Hantor risuonò in tutta la nave
- Alla foresta di Frask.
La nave si diresse all’altro capo del Nylus in una zona impervia, mentre Hantor medicava la ferita con del plasto-plasma.
La nave si calò in quello che appariva come un cono vulcanico.
Prima di uscire dalla nave Hantor si avvicinò al Supremo.
- La prego, non riveli la sua identità – la donna rispose con un cenno d’assenso
Una vera città sotterranea si estendeva per diverse miglia.
- Sapevo di questo luogo, me ne aveva parlato mia padre e prima di lui mio nonno, tu lo sai, la carica di Supremo è ereditaria, ma mio padre non ha avuto figli maschi e poiché a nessuno è concesso di vederci, almeno fino ad ora, la cosa è rimasta segreta.
- E rimarrà segreta – soggiunse Hantor
Hantor guidò la donna attraverso una serie di corridoi, salutando quanti lo incontravano.
- Questo è il nostro Q/G, una città segreta nelle viscere di Nylus. Ora la condurrò da qualcuno molto speciale. - La condusse in una caverna dove scorreva un fiume che formava miriadi di cascatelle… e attesero. Un vecchio apparve quasi dal nulla e con passo lento si avvicinò a loro, s’inchinò dinnanzi al Supremo, poi comparve un cerchio di luce.
Così stà scritto: Verrà il tempo in cui sorgerà la seconda luna, una nuova specie apparirà nell’universo e lo dominerà. Sconfiggerà i vostri nemici e costituirà un’alleanza con voi e con i vostri discendenti. Ciò avverà solo al sorgere della seconda luna, questo mi ha detto il cerchio di luce.

Passò molto, molto tempo dagli avvenimenti narrati, nella città sotterranea e una nuova generazione era nata. Quella sera sul bordo del cratere due giovani innamorati ammiravano il cielo tenendosi per mano quando…
- Guarda Noor c’è una seconda luna!
- E’ il meteorite che è stato avvistato tempo fa, la gravità di Nylos l’ha catturato. Ora è diventato la seconda luna. – sorrisero i due giovani davanti a questa meraviglia.

In quello stesso istante in una galassia lontana sul terzo pianeta di un piccolo sistema solare, alcuni esseri guardavano per la prima volta il cielo …in posizione eretta.




   
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