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 Noi, i Poteri Forti
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Roberto Mahlab
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Inserito - 20/08/2021 :  00:11:45  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Roberto Mahlab Invia un Messaggio Privato a Roberto Mahlab
Quando mi chiamano io devo abbandonare tutto quello che sto facendo, mettere il necessario nella valigetta e arrivare almeno un'ora prima. Agli Star Party. Organizzati dai Poteri Forti. Chiamano me perché mi sono sempre dimostrato il migliore nel campo. Un campo che l'umanità non conosce.

E così è stato domenica sera, alle sette e mezzo ho iniziato la preparazione. Ho estratto dalla valigetta un telone di carta finissima che uso in queste circostanze e l'ho dispiegato nel cielo di fronte al prato dove sarebbero stati posizionati i telescopi. Ci sono dei puntini disegnati con il pennarello, sparsi su tutta la superficie. Sono quelli che spacceremo per stelle e pianeti alle tante persone che tra poco arriveranno per "osservare il cielo", senza rendersi conto che stiamo manipolando le loro menti da secoli. Dietro il telone ho appoggiato un faretto e un ventilatore, per dare l'impressione della luce calante e del movimento degli astri.

Che non esistono, non sono mai esistiti. La loro invenzione ci serve per controllare i popoli del pianeta, la Terra, che è piatta.

Qualcuno lo ha capito, ma è una minoranza derisa dai media controllati da noi. La nostra base è dalla parte di sotto della Terra, dove mai nessuno ha avuto l'idea di scendere. Noi scendiamo attraverso dei cunicoli e ci portiamo dietro le ricchezze che riusciamo a saccheggiare e le nascondiamo in un luogo più sicuro di qualsiasi cassaforte. Perché l'umanità crede di abitare su una sfera. Ed è proprio sul lato inferiore del nostro pianeta piatto che Stanley Kubrick, uno dei nostri, ha girato il film che poi è stato spacciato per lo sbarco su quello che ci siamo inventati sia il satellite della Terra.

E' quasi l'ora dell'arrivo degli invitati, gli amici si raccomandano, controllano che abbia disegnato i puntini anche sugli specchi dei telescopi e sugli obiettivi delle macchine fotografiche.
E come al solito inizia la sceneggiata. "Oh, ma quello è Giove!", esclama una signora, "e guarda ci sono i suoi satelliti, ma che strano, non erano su una linea parallela all'asse del pianeta?". Gli amici mi lanciano una occhiata furibonda e mentre offrono da bere alla signora per distrarla, io rimetto tutto a posto con il pennarello.

"Saturno!", un gruppo di ragazzi grida con esaltazione e noi tutti ribattiamo :"certo e guardate gli anelli" e i ragazzi annuiscono, convinti che un tratto di pennarello sia davvero una sequenza di anelli di Saturno. Belli anche i nomi che ci siamo inventati per gli astri inesistenti.

Accendo lo schermo digitale della mia Canon, punto l'obiettivo sul cosiddetto Giove disegnato dall'altro lato e un signore si avvicina e mi dice :"ecco, qui lo vedo bene, purtroppo sono miope e non riesco a vedere nell'oculare dei telescopi. Quanto dista Giove?". Qui di solito mi scateno :"almeno ottocento milioni di chilometri", sparo alto. "E' incredibile come si veda un pianeta così lontano con una macchina fotografica!", sussurra commosso. "Ma certo", ribatto trattenendo a stento il sarcasmo, "con una macchina fotografica si vede un pianeta a ottocento milioni di chilometri di distanza". Vorrei infierire :"e se le vendessi la Torre Eiffel lei la comprerebbe". Ma non sono pagato per questo.

Gli amici mi chiamano di continuo, chi mi chiede di disegnare sul telone le nebulose, chi le galassie e io mi sbizzarrisco fino a che mi ricordano che devono essere sempre uguali alle volte precedenti, altrimenti le persone comincerebbero a sospettare. E così cancello in fretta la costellazione a forma di giraffa e quella a forma di asparago bollito. Devo ricordarmi di essere professional.

E infine il tocco da maestro, quello per cui i Poteri Forti chiedono il mio intervento profumatamente ricompensato in tutto il mondo. Sposto l'obiettivo della macchina fotografica sul disegno di una falcetta che ho fatto solo per pulire la punta di un pennarello, alzo tempi e iso e compare una figura strana, con attorno le nuvole che sono l'unica entità vera nella sceneggiata.

I volti delle persone assumono espressioni meravigliate e gli amici mi guardano come per dire :"e vediamo cosa ti inventi adesso". E io mi faccio quasi prendere dal panico e poi farfuglio :"Si tratta della luce, quando la Luna nella primissima fase è uno spicchio di cerchio..", mi blocco perché non so più come andare avanti e poi una auto nel parcheggio accende i fari e mi viene un'idea e aggiungo :"e così succede che la luce del Sole venga riflessa dalla Terra verso la Luna, illuminando la superficie in ombra ed ecco il fenomeno della luce cinerea della Luna". Gli amici si rotolano per terra dalle risate e gli astanti invece annuiscono convinti. Stasera faccio gli straordinari e vendo loro il Colosseo e le isole Fiji.
Si avvicina una mamma con un piccolissimo bambino in braccio :"Guarda come si vede bene, è la Luna!". Ma il bambino che non ha ancora la mente manipolata da noi emette all'improvviso dei versi, non è ancora in grado di parlare, e la madre li scambia per una manifestazione di entusiasmo. Quando si allontanano il bambino e io ci scambiamo una occhiata di fuoco, sappiamo entrambi che ci rivedremo o con lui manipolato o con lui esponente dei terrapiattisti messi a tacere da noi.

Si è fatta mezzanotte e ci riteniamo soddisfatti e così gli amici mi incaricano di inventare l'avanzata di cumuli di nuvole e, mentre intrattengono il pubblico, io uso semplicemente una gomma e cancello tutti gli astri dal telone e l'ombra delle cancellature sembra proprio un uragano in arrivo.

La gente ci saluta con calore e gratitudine e noi rassicuriamo tutti con serietà che siamo lieti di essere stati utili e che speriamo che diffonderanno quanto hanno visto. E' così che ci siamo riusciti, per centinaia di anni e la nostra sceneggiatura è divenuta la verità inconfutabile.

Perché è così che noi controlliamo l'umanità, perché noi siamo i Poteri Forti.

Roberto Mahlab

   
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