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 5 Poesie / Poetry - Galleria artistica
 L'Estate Ignuda Ardendo In Mezzo Al Cielo
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Domenico De Ferraro
Emerito


Italy
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Inserito - 09/07/2015 :  21:37:17  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a Domenico De Ferraro
L’ESTATE IGNUDA ARDENDO IN MEZZO AL CIELO


La spiga dondola nel vento insieme alla vita del contadino
che con la falce s’appresta a reciderla dalla terra.

Sole che coce , chiano, chiano t’appiccia , sotto il sole la fatica ti sventra mentre i pensieri si colorano, corrono a migliaia diventano belli ,brutti , scuri , sotto il sole si cammina sulagna , sognando un mondo migliore , cantando una canzona ,questa vita diventa una sola , una mano che stringe un'altra mano.

Esula esistenza in mezzo all’estate nell ’eco dei melodiosi carmi marini ,sorti da stirpe canore, divenute un viluppo di versi ebbri di bellezze e rimembranze , dolci armonie , profuse cose mute
in seno alla natura.

Forza immensa, pensiero sciancato , scialando , scurrile , piccirillo , beato si dondola , cerca intorno a se la vita , l’ammore , cerca una risposta , una nuova veste , una voce perduta che aleggia sull’acque del mare che calmo , millenario t’aspetta , ti chiama . Mare ,madre eterna , vogliosa , sbilenca , scostumato , strucchioso , pidocchioso , senti , volgere alla fine il dolce meriggio , volgere
il suo viso verso le stelle che brillano , cieche nello cielo d’estate.

Circondato da un coro di voci diverse , risuonanti lungo le ossute coste, ove il mare bagna il corpo della voluttuosa terra , baciata dall’ onde , perduto nella melodia di laude marine trascinando con sé la caducità dell’essere, disperazione e canzone , navigare fino ai confini del mondo .

Combattendo mille mostri , mille perché , ammartenato , in cerca d’un rifugio , guardami andare , lasciandomi dietro di sè tutta una vita , tutto l’odio , tutto il dolore , ogni speranza , danza , strunziando la morte , vivacchiando nell’orto, dietro a questi occhi , dietro a mille volti , dietro i tuoi sogni , si continua andare avanti .

Proseguendo nel traffico sulle lunghe assolate litoranee nel placido meriggio cangia il viaggio e con se ogni dire, ogni ritmo.
Volgare genealogia linguistica , origine di mondi diversi.
Trasformarsi nello scorrere del tempo ,attraversando una realtà divisa da etici indifferenti motivi ,da vari interrogativi , incertezze che rincorrono una idea
che divide il bene dal male, il mare dall’orizzonte .


L’onde giungono a riva spinte dal vento.
E con esse giungono antichi interrogativi alti come torri inespugnabili ,
come castelli arroccati su colli appuntiti , fatti di assiomi e sillogismi
perseguiti nell’ ingrato compito ,nume nell’umile tuo canto
risuona casto l’ira del metropolita eroe.

Strano , scicchi , spiezzo , cresci , scinne , scegli e scegliendo questa voce rinasce , ti porta via lontano da un mondo senza perdono.

Astro nascente cinto di luce , giovanile figura , fuggiasca
per luoghi desolati e remoti , il male sotto diverse sembianze
l’ insegue fino a Gerusalemme. Smarrito in preda ad uno strano furore
nell’ essere uno e solo. Figlio e padre, fratello e sorella ,amico e nemico .
Storia inverosimile d’un secolo or nato in mezzo all’ossesso d’una Europa senza padri e ideali. E nell’eco dei canti risuona il pianto funebre dei giovani disoccupati caduti in mille concorsi e battaglie sociali . E le lacrime sono gocce di sangue per te che impugnasti l’arme per amore, muta sofferta realtà che crebbe in noi , comune speranza di pace.

Effimera speme senza creanza , silenziosa preghiera che s’eleva nel silenzio in volo come neri uccelli nel vespro intorno a nuvole di fumo , fermi nel meriggio gemendo sul confine oscuro appare da lontano il suo volto , s’illumina ,cresce, rinasce ed il ricordo si perpetua nel tempo dei caduti dell’ultima batracomiomachia. Avanti ,avanti Europa senza mai fermarsi verso la fine di un era con l’umile preghiera nel cuore . Figlia del volgo e della popolare volontà , figlia d’un destino ingrato. Per te l’onore dell’armi , l’onore del vero condito con molti versi , misto con dolci rime d’amore nell’estate che muore ancora , ardendo in mezzo al cielo.
Text

DOMENICO DE FERRARO

   
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