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 La fame della tigre
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Roberto Mahlab
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Inserito - ago 22 2002 :  03:43:54  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Roberto Mahlab  Replica con Citazione Invia un Messaggio Privato a Roberto Mahlab
Subang, Malesia, 21 agosto - dal vostro inviato

Dalle foto sulle prime pagine dei giornali e dagli schermi televisivi trasmette una impressione di vellutata potenza, pronta a scattare, enorme e il suo sguardo non lascia adito a dubbi, gli occhi quasi socchiusi da cui traspare selvaggia malizia mentre vi trapassano, il manto marrone color ocra striato di nero, le orecchie aguzze e le zampe sproporzionate.

E' la tigre sospettata di aver divorato la scorsa settimana un raccoglitore di lattice, la notizia aveva fatto tanto scalpore che le autorita' in un primo tempo avevavno elaborato un piano per la sopressione di tutto il branco, ma poi i gruppi ambientalisti sono insorti e una sensazionale indagine delle forze dell'ordine ha individuato l'unica colpevole, ora in gabbia e sulla via dell'ergastolo, in uno zoo della Malacca.

Nel paese si e' aperto un curioso e storico dibattito sul come convivere con le tigri della giungla. Il primo suggerimento e' stato la richiesta ai proprietari delle piantagioni di eliminare la boscaglia, in cui le fiere si nascondono per predare, per un raggio ragionevole attorno alle zone di raccolta, al fine di salvaguardare la vita dei raccoglitori di gomma.

"E' un animale, uccide e mangia perche' ha fame e non per odio", commenta Ho Kwai mentre sorseggiamo il succo di anguria appena spremuta sotto la struttura di legno nell'oasi di serenita' del laghetto di Subang, a un'ora d'auto da Kuala Lumpur.

"Questo paese e' un paradiso, tranne alcune volte", prosegue il mio amico.
Tra quelle alcune volte ci sono i momenti di tensione causati dal movimento panislamico che governa alcune delle province e che non passa giorno in cui non sfidi apertamente e fanaticamente il governo centrale, arbitro di un delicatissimo equilibrio tra le varie popolazioni che compongono la societa' di uno dei paesi cardine nell'approvigionamento di materie prime e di controllo delle rotte marittime.

Era un giorno di pausa dal lavoro e al mattino mi ero recato a visitare uno dei luoghi piu' suggestivi della capitale Kuala Lumpur, le Torri Gemelle, gia' da prima della catastrofe di New York le piu' alte del pianeta, la loro forma allungata con le cime a punta, il colore scuro, richiamano alla mente le sceneggiature postmoderne dei fumetti di Batman. Tutto attorno fontane spettacolari e giardini e avveniristici centri commerciali multipiano.
Al piano terra i negozi di tutte le case produttrici di profumi e gioielli, al secondo i negozi di moda e in progressione i prodotti elettronici, i ristoranti di tutte le etnie, indiani, tamil, cinesi, malay e infine enormi librerie in cui pare che qualsiasi volume pubblicato sul pianeta in tutte le lingue esistenti sia ordinatamente in mostra sugli scaffali.

Un piacere per gli occhi all'improvviso fissi su un titolo che mi lascia paralizzato, una pila di volumi il cui solo possesso in qualsiasi paese della Terra condurrebbe a meritati guai giudiziari.
Sulla copertina campeggiava la foto di Henry Ford e il titolo era :"L'ebreo internazionale" e i sottotitoli spiegavano che si tratta di una raccolta di scritti attribuiti all'autore in cui egli afferma di avere scoperto l'origine di tutti i mali del mondo.
Ma fin qui e' il meno.
Sempre sulla copertina si leggeva a grosse lettere che il libro aveva una appendice :"I protocolli dei savi di Sion", il piu' famigerato scritto antisemita che sia mai comparso, testo adottato per giustificare gli stermini.
Mentre osservo interdetto, un uomo, i cui tratti posso riconoscere, si avvicina e lo sfoglia con occhi lucidi e avvinti. Poi telefona da un cellulare, euforico, dice che il libro c'e' e poi se ne va.

Mi avvicino e lo prendo in mano e lo sfoglio, leggo che i miei correligionari e io avremmo ideato un piano mostruoso, al di la' del diabolico, neppure nei cartoni animati ci sono personaggi del genere, per prendere possesso del pianeta e si elencano in dettaglio tutte le azioni a tale proposito volte, quasi degli stregoni attorno al pentolone del sabba.

Cerco il nome dell'editore, ma c'e' scritto solo :"stampato in sudafrica" e sotto :"qualsiasi riproduzione e diffusione e' benvenuta e incoraggiata".
Volto il libro in modo che sulla pila il primo si veda solo dal dorso che attrae meno l'attenzione e poi ricopro la pila con un volume raccolto da un altro scaffale, dal titolo inequivocabile, una storia d'amore ambientata in Israele.
Almeno il prossimo che cerchera' quel volume dovra' fare un po' di fatica.
Esco e rientro dopo cinque minuti per verificare se il personale ha rimesso le cose a posto, e' raro che in Asia tutto non ritorni in ordine. Ma i cinesi che lavorano nella libreria rimangono imperturbabili e non fanno riaffiorare il volume.

Edizione fantasma, infiltrazione dei movimenti fondamentalisti, ricorda Durban, fece scalpore la distribuzione a piene mani del libro al vertice dello scorso anno che fu dirottato da enti e gruppi che lo trasformarono nella piu' calcolata tribuna antisemita dalla fine della guerra, fatto che causo' il naufragio della conferenza e l'abbandono sdegnato di essa di gran parte dei paesi partecipanti.
Fu lo scoccare dell'inizio di avvenimenti sempre piu' drammatici che hanno avuto come terreno anche l'Europa.

Ora il fondamentalismo usa l'arma sottile della manipolazione delle coscienze, la saldatura con i fantasmi del passato. Inutile e ridicola presunzione nel nostro modo ormai lontano dal passato oppure una prima crepa degli equilibri?

Vago pensoso per il centro commerciale e vengo sorpreso dalle voci di due ragazze che stanno valutando un bel vestito in un negozio e che si rivolgono a me all'improvviso :"Hai delle belle orecchie. Da dove vieni?"
Credo che questo sia uno scoop, un nuovo metodo nella lista di come si abborda un uomo ai grandi magazzini.

Ho Kwai osserva la calma del laghetto e osserva anche, rivolto verso di me, :"A differenza della tigre, quelli di quel libro non hanno neppure la scusa della fame".

In futuro riparleremo della vicenda della tigre e della convivenza con gli animali della giungla, del mostro che si risveglia oppure dei nuovi modi di far la corte?
Io non lo so, sono solo un reporter, anzi un bobporter e l'importante in questo mondo e', credetemi, avere delle belle orecchie, per poter ascoltare e riportare, naturalmente.

Bob Porter - Concerto News System - Cns/"A view from Asia" - @2002


   
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