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 Lettera d'amore
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Romantrix
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(tutti i nomi, le mail, i fatti sono di pura invenzione)

Da : max@
Data : domenica 15 agosto 2002 02.10
A : angela@
Oggetto : Grazie

Buongiorno Angela,
scrivo buongiorno perché spero che questa lettera la leggerai al tuo risveglio, quando il sole sarà abbastanza forte per insinuarsi nella tua stanza e accarezzarti con dolcezza il viso. Già ti vedo mentre cercherai rifugio abbracciando il cuscino... è il cuscino nuovo, vero? Mi hai scritto che è più morbido e soffice di quello vecchio. Ho ancora il tuo sguardo meraviglioso e felice di lunedì scorso dentro tutti i miei pensieri. Quando siamo rimasti soli dentro casa con la scusa di studiare, guardandoci con indifferenza fino a quando i tuoi non hanno passato quel dannato uscio. Il giorno dopo dovevo partire. Mi sarebbe bastato tendere un palmo per sfiorarti la guancia, e invece me ne stavo composto con la schiena diritta e la voce neutra, cercando di tenere a bada il più possibile il respiro.
Dimmi, esiste paura più bella ? Esiste droga più forte?
I tuoi ci hanno imbrigliato coi loro sguardi attenti pochi minuti, ma a me ogni attimo in più sembrava davvero un’eternità.
Immagina quindi come sto ora che ti sono lontano, trascinato all’altro capo del mondo a prendere il sole sulla spiaggia, con la sabbia fine e soffice che piace tanto a mia madre, e a fare il bagno in un oceano così limpido da ricordarmi ad ogni sguardo il fascino dei tuoi occhi.
Quel giorno abbiamo mollato gli studi per guardarci un film, una storia romantica, di quelle che ti piacciono tanto, con un lieto fine che aveva il sapore del miele, come i tuoi baci e le tue coccole. L’abbiamo guardato abbracciati, sul tuo divano, con un paio di bibite e due di quegli orribili sacchetti di pop-corn da microonde che compera sempre tua madre... Tu non l’hai vista, ma aveva gli occhi colmi di stupore, la tua mamma, quando ci ha scoperti addormentati accucciolati sul suo lettone. Poi ha preso la scopa e mi ha cacciato di casa! Sai, forse la capisco. Non deve essere facile per una madre avere una figlia speciale quanto lo sei tu, vederti crescere, diventare grande, innamorarti... e allontanarti da lei ogni giorno un po’ di più. Ti ha lasciato dire come erano andate veramente le cose? Che la lotta con i cuscini ha mietuto una vittima che ha sparso le sue piume per tutta la stanza?? Ma io ho vinto (nettamente, ammettilo, imploravi pietà...) a suon di solletico la battaglia. E per l’armistizio non potevo scegliere meglio: le coccole sono state dolcissime, fantastiche. Te lo giuro, sento ancora il profumo che ti eri messa per l’occasione... E poi stare lì con te sul letto dei tuoi, con la luce tenue che esaltava con delicatezza la bellezza del tuo corpo, accarezzandoti il volto improvvisamente divenuto serio e pieno di desiderio... Beh, Amore mio, mi sono emozionato quasi come la prima volta che ci siamo appartati insieme. Te la ricordi, la prima volta? Ricordi quegli sguardi timidi e sognanti, mentre passeggiavamo in silenzio in quel paesaggio incantato dai colori dell’autunno? Ad un certo punto mi pareva di sentire il tuo respiro, tanto ero attento ad ogni tuo gesto ad ogni tuo passo. Lo sentivo, lo sentivo eccome, perché era forte e ritmato quanto il mio e rompeva il silenzio delle parole che proprio non riuscivamo a dirci. Un sorriso a metà, poi uno completo e ho capito che in fondo poteva essere semplice chiederti balbettando di fermarci accanto ad una quercia per goderci quel caldo tramonto d’autunno. Appoggiati al tronco, una foglia ti è caduta proprio fra le mani e io ho colto l’occasione per rubartela e prenderti la mano. Quella foglia, non te l’ho mai detto, la conservo ancora, insieme con il sussulto al cuore quando ti vidi arrossire emozionata, come se nessuno prima d’allora avesse sfiorato quelle dita deliziosamente lisce e curate e perfette. Avevo un nodo alla gola e non riuscivo a dirti niente... Avrei voluto dirti tante cose ma mi era impossibile scegliere parole, frasi: niente era adatto per descrivere le emozioni di quel momento negli istanti in cui quel momento l’abbiamo vissuto. Ci sono incisi ancora i nostri nomi su quella quercia, era impossibile non farlo prima di rincasare, e mi hai detto che l’albero non soffre se è l’amore ad intagliarlo... E’ così che mi hai detto ti amo, non lo scorderò mai. Avevi la voce indecisa, strozzata... Poi hai iniziato a piangere ingannata dal mio silenzio e dal mio stupore e mi hai abbracciato forte e mi hai guardato con gli occhi che si muovevano frenetici a carpire le emozioni dei miei. Ma io li ho chiusi e con le labbra appena aperte ti ho rubato un lacrimone dalla tua guancia, era salato, era per me, era per noi e me lo sono preso. Ho baciato i tuoi occhi, ricordi? L’ho fatto per ringraziarli di avermi rubato l’anima e dato il coraggio di darti il primo bacio. Intenso e delicato, romantico e passionale insieme. Così abbiamo rimandato, e di molto, l’ora di rincasare. Troppo, secondo i tuoi, che ti hanno castigato per una settimana! Ma valeva la pena di vedere il cielo stellato dopo il tramonto, tra carezze e baci dolcissimi, e sguardi di amore innocente e puro, vero?
Poi ho confessato di amarti e tu non hai mai smesso di sorridere mentre ti accompagnavo a casa, mano nella mano, perso nelle emozioni.
Sotto casa mi hai chiesto che cos’è l’amore ma io non te lo ho saputo dire, sapevo solo di amarti e questo mi bastava. E’ passato quasi un anno da allora, e ho provato a darmi una spiegazione di un legame che da parte mia è ancora incredibilmente forte, e che ho fiducia lo sia anche per te. Penso che l’amore sia tutta la serie di emozioni che si concentrano istintive su di te in ogni momento della giornata. Condiziona ogni mia azione, mi travolge mentre scrivo questa lettera, mi fa sospirare quando penso che sei lontana, mi da forza e sicurezza quando devo affrontare i problemi e le circostanze. La certezza che mi vuoi bene così come sono, per le qualità e i difetti che ho, mi rende invincibile e felice. L’amore è anche quello che mi fa avere paura di perdere la persona più splendida che la natura poteva creare e mettermi accanto, per completarmi come nessun altro può fare. Ma anche quello che ogni tanto mi fa pensare di non essere alla tua altezza finché un tuo bacio spegne tutte le mie incertezze. Al contrario non si spegnerà mai il fuoco del mio amore per te, perché dei tuoi baci e delle tue attenzioni non potrò mai stancarmi. Né mi stancherò della tua voce, che mi sussurra parole complici nell’orecchio facendomi tremare di vibrazioni e desiderio, o che mi rimprovera decisa di qualche mia stupidaggine. La tua bellezza e la tua intelligenza mi legheranno per sempre a te, qualunque cosa accada. In qualunque modo maturi il nostro rapporto non potrò riuscire a non amarti, perché è naturale che io ti voglia bene e che tu ne voglia a me.
Insomma, grazie Amore. Ti volevo dire questo quando ho iniziato a scriverti. Grazie per essere entrata nella mia vita e per avermi fatto scoprire quanto può essere bello amare qualcun altro più di se stessi, senza fronzoli, senza imposizioni, senza forzature, senza apparenze... Grazie per ogni momento passato insieme e per ogni gesto d’affetto, per ogni brivido d’amore. Grazie per ogni volta che mi hai tenuto compagnia nei sogni...
Grazie per tutto ciò che mi hai donato e per tutto quanto ancora saprai donarmi.
Ascoltando il mio cuore ora, sentendolo battere per due, per noi, ti sento vicina e fa meno male. E poi presto ti starò di nuovo accanto.
Ti amo.
Ciao.
Max.

   
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