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 Cronaca di un fatto di cronaca ( Michael Connelly)
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L'ennesima avventura di Rob Gardener, il famoso investigatore creato dalla penna del bravissimo Roberto Mahlab.. nel seguito lo vedremo alle prese con un altro famoso scrittore, ovvero Michael Connelly, l'autore del famoso "la memoria del topo".. ma torniamo a Mahlab ed al seguito della sua cronaca di un fatto di cronaca..
buona lettura.


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Erano passati mesi, Bob Gardener faticava ancora a camminare, una sensazione di stanchezza e non solo per la ferita esterna ancora non completamente rimarginata, era il peso dell'anima delusa. Si fece strada con cautela tra le decine di invitati nei giardini del palazzo medievale, puntava ad una sedia in un punto comodo, da cui si vedesse bene il palcoscenico e vi si lascio' cadere esausto. Aveva approfittato della licenza per viaggiare, ma piu' si allontanava, piu' avvertiva dentro di se' lo strappo che solo l'occupazione ossessiva del lavoro avrebbe potuto lenire, contava i giorni che lo separavano dal volo di ritorno in patria.
Quel mattino era stato raggiunto dall'invito alla conferenza di Michael Connelly, erano rimasti in contatto dopo il caso che aveva coinvolto lo scrittore. Appena Michael aveva saputo che Gardener era in vacanza in Italia e in visita a Milano, gli aveva telefonato di persona per proporgli di andare alla serata in quella antica corte di una delle zone piu' belle della citta'.

Le luci si abbassarono mentre lo scrittore prendeva posto sul palcoscenico, maglia azzurra leggera a mezze maniche, pantaloni sportivi, l'aspetto sano del californiano sereno e atletico, viso aperto e corta barba chiara che contornava le fattezze tonde, ma magre.
Il tuffo nella letteratura fu avvincente, Michael inizio' spiegando come il racconto poliziesco non avesse come unico fine proporre soluzioni al delitto oppure affrontare una strada per riportare ordine al caos della societa', ma fosse la descrizione dell'animo del personaggio che impersonificava il poliziotto, la narrazione del travaglio psicologico di una persona che si trovava all'improvviso catapultata dalla sua dimensione di tutti i giorni a quella inusuale della malavita. La questione fondamentale non era come un gestore dell'ordine agisse sul caso in esame, ma come il caso stesso e il destino lavorassero sull'interiorita' del poliziotto, la domanda era se ne sarebbe uscito come prima o cambiato.

Gardener impallidi', neppure si accorgeva delle occhiate furtive e continue che le donne sedute in sala gli lanciavano, attratte dalla sua corporatura da marine e da quegli occhi azzurro ghiaccio apparentemente fermi verso un punto fisso e lontano, incredule di essergli indifferenti. Le parole di Michael gli procuravano fitte insopportabili, quel caso, come esso aveva lavorato su di lui, come era uscito dall'abisso con l'anima squarciata, chiuse gli occhi e la mente si colmo' di ricordi....

...l'improvviso dolore al fianco sinistro mentre il proiettile vi penetrava era un'esperienza di una crudelta' inenarrabile, un male cosi' profondo che l'urlo inumano che voleva uscire dalla sua bocca ne fu strozzato, una luce della violenza di mille luci, l'orrore di precipitare nel vuoto e quel viso da cui i suoi occhi non riuscivano a staccarsi, gli occhi scuri della donna, freddi, neppure una parvenza di pieta', con la sua mano avrebbe voluto scuoterle le spalle, con il pensiero avrebbe voluto chiederle :"perche'", ma le mani gesticolavano incontrollabili cercando appigli inesistenti mentre il suo corpo cadeva e la sua mente perse coscienza appena il capo tocco' le fredde acque del fiume.

Si risveglio' in un letto d'ospedale, per lunghi giorni e notti rimase in uno stato di dormiveglia, avvertiva appena gli aghi delle iniezioni e passo' una settimana prima che riuscisse a fissare la vista verso i volti sconvolti dei suoi colleghi che si alternavano a stargli accanto. Gli raccontarono che era stato salvato dal pianto di una bambina, la piccola era sul battello turistico che scendeva lungo il fiume insieme ai suoi genitori, scrutava le acque per scoprire se c'erano pesci e quando vide quel corpo che galleggiava a testa in giu', l'impermeabile allargato come ali di pipistrello, getto' un grido e strattono' le maniche del soprabito della sua mamma e scoppio' in lacrime.
Ancora pochi istanti e i polmoni di Gardener si sarebbero riempiti d'acqua e la sua scomparsa in fondo al fiume sarebbe stata catalogata nell'archivio dei casi irrisolti...

L'ispettore si riscosse tossendo, una folata di fumo di sigaretta accesa da una ragazza bruna gli stava togliendo il fiato, si volse verso di lei per protestare, quando fu distratto dalla voce di Michael Connelly dal palcoscenico, lo scrittore stava raccontando la genesi di uno dei suoi romanzi, il telefono che squillava in una casa in cui si era appena trasferito e all'altro capo i parenti e gli amici dell'inquilina precedente, una donna di cui si erano perdute le tracce e da qui la creazione di un protagonista che si era messo in cerca della misteriosa scomparsa in un crescendo di colpi di scena, un romanzo tratto da un episodio di vita vissuta.

"Ci puo' rivelare il titolo del suo prossimo libro?". Una voce di donna si era levata, non si vedeva chi fosse, era rimasta seduta tra il pubblico, era una voce che risveglio' una sensazione nell'ispettore.
Michael Connelly rispose con evidente soddisfazione :"Avrete una sorpresa per il prossimo autunno, sara' pubblicato "City of bones", "La citta' della ossa" sara' il titolo italiano, spero che vi piacera'". E il suo sguardo si abbasso' premuroso verso una borsa che teneva vicina al tavolo a cui era apoggiato, era premuta tra le sue gambe e le gambe del mobile, chiaramente proteggeva qualche cosa di valore, Gardener comprese che si trattava di un manoscritto.

Gli occhi dell'ispettore stavano cercando di mettere a fuoco le figure degli spettatori presenti in sala, inutilmente a causa del calare della sera, quella voce femminile lo aveva reso inquieto, cerco' di concentrarsi e i ricordi sopraggiunsero ad ondate, facendogli girare la testa fino a che dovette aggrapparsi alla sedia di fronte alla sua....

...piu' volte durante la convalescenza era tornato in quel parco, si era appoggiato a quel parapetto, aveva rivissuto quel bacio, la sua mente ricordava il bacio e respingeva lo sparo, quasi il primo fosse reale e il secondo impossibile. Si tormentava al pensiero di quanto quel gesto di affetto fosse stato sincero, si lacerava a fabbricare giustificazioni fantasiose sull'episodio del suo fortunosamente mancato omicidio, il desiderio su come avrebbe voluto che lei fosse soffocava la consapevolezza di come lei invece era davvero.
Ogni tramonto, ogni levar del sole, ogni cielo di notte stellata lo immalinconivano, gli mancavano quegli occhi, quella voce roca quando alla centrale di polizia battibeccavano, gli mancava quello che aveva sempre cercato e che li pareva gli fosse scivolato di mano.
Anche se cercava di impedirsi di farlo, la sua prima lettura ogni mattina erano i rapporti sugli avvistamenti della donna, improbabili tracce che non conducevano a nulla, la immaginava rapita, sottoposta a ricatto, fantasticava di salvarla e scoprire che era stata costretta a sparagli e che non l'aveva ucciso di proposito, il colpo al fianco anziche' ad un organo vitale, il vuoto per qualche cosa di non concluso, per spiegazioni che non sarebbero mai arrivate....

Respiro' lentamente, senza inalare l'aria in profondita', come gli avevano insegnato i medici al frequente apparire dei sintomi, il mondo smise di girargli attorno e la presa delle gambe fu nuovamente salda quando si alzo' in piedi. La conferenza era terminata e il pubblico si avvicinava al palco per farsi firmare gli autografi sulle copie dei libri acquistati sulla bancarella all'ingresso della sala. Gardener rimase in disparte, suo desiderio era attendere che Michael terminasse di intrattenere i suoi lettori per poterlo salutare e ritornare in albergo a riposare.
Si accorse che un'altra persona aveva le sue stesse intenzioni, era appoggiata ad una colonna e la penombra non gli consentiva di riconoscerne le fattezze. Dopo che l'ultima fan si allontano' felice dallo scrittore, la figura abbandono' l'oscurita' e si affretto' verso il palco, in una mano un libro. Le gambe snelle fasciate da pantaloni neri attillati, il corpo magro e i capelli neri raccolti sul capo da un pettine dello stesso colore, gli zigomi marcati, un foulard scuro le nascondeva il viso, porse la pagina a Connelly che si abbasso' per scrivere e contemporaneamente avvicino' l'altra mano alla borsa appoggiata alle gambe del tavolo e libera dalla protezione dello scrittore adesso in piedi.

Invece della borsa la sua mano incontro' un paio di manette.
"Julia Hayes, ti dichiaro in arresto".
Lei si volto' e Gardener si accorse di una fitta al cuore quando i loro occhi si incontrarono, il foulard della donna cadde a terra, la vide come non l'aveva mai veduta, il volto spaventato, la bocca spalancata dalla sorpresa, l'unica volta in cui Julia Hayes pareva essere stata colta da un avvenimento che non attendeva, che non aveva previsto ne' poteva concepire. Cerco' di strappare il suo polso dalle manette, ma l'ispettore non cedette e la trattenne con tutta la sua forza. Senti' di desiderare abbracciarla, ma il dardo d'odio che parti' dagli occhi della donna lo lascio' senza parole e si irrigidi', non si scambiarono una parola fino a quando la polizia locale prese in custodia la ricercata dalle polizie di tutto il mondo.

"E' finita..." concluse Bob Gardener accommiatandosi poco dopo da Michael Connelly.
"Sono contento per te... ma non giurarci" replico' sorridendo lo scrittore, "da come ti ha guardato spero che non riesca a fuggire dal carcere" e scoppio' a ridere.

Il volo di ritorno fu una risalita nella coscienza di se', non dormi' e osservo' dal finestrino i cangianti colori del cielo, li gusto' uno per uno, si sentiva liberato.
All'alba un rabbino che viaggiava sullo stesso aereo gli si avvicino' con un libro sacro in mano e gli si rivolse :"Smetti di tormentarti, e' arrivata l'ora della preghiera del mattino".
Gardener gli sorrise e domando' ad una hostess un'abbondante colazione, era tanto tempo che non aveva un tale appetito.

Fine

"The mysterious case of Julia Hayes"
Personaggi ed interpreti:
Bob Gardener....................Nicolas Cage
Julia Hayes.........................Julia Roberts
Michael Connelly................Michael Connelly
Regia.................................Quentin Robertino



Roberto Mahlab
Amministratore



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Inserito - 05/07/2003 :  11:59:39  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Roberto Mahlab  Replica con Citazione Invia un Messaggio Privato a Roberto Mahlab
Milano, 3 luglio 2003
Una fresca serata letteraria nei fastosi cortili della biblioteca Vigentina di Milano, lo scrittore Michael Connelly concede una straordinaria conferenza ai suoi lettori italiani e i vstri reporters hanno coperto l'evento per la Concerto News System.

Il giornalista che presenta l'ospite esordisce definendo la letteratura noir come specchio delle vicende della societa'.
Ricorda che Michael Connelly ha scritto :"The mistery of mistery writing", in cui approfondisce il discorso.


Lo scrittore Michael Connelly


La prima domanda trae spunto da una riflessione: la letteratura poliziesca rappresenta il tentativo di ripristinare l'ordine dal caos?
Michael Connelly annuisce, la letteratura gialla serve anche per parlare della societa', ma e' solo una delle tante componenti. In realta' si deve considerare che e' il caso a lavorare sul detective e non viceversa, il protagonista cerca la soluzione all'interno di se' stesso, e' un travaglio psicologico. Basti pensare al fatto che in fondo il protagonista deve uscire dal suo ambiente di vita normale ed entrare nell'abisso della criminalita' e poi uscirne, l'interessante e' raccontare come ne esce, come una persona del tutto lontana dal mondo della malavita viene condizionata dopo esserci stata immersa per risolvere un caso.

Di conseguenza la seconda domanda e' : come il caso e il destino hanno lavorato su Harry Bosch?
Leggendo le prime pagine della "memoria del topo", si delinea un protagonista nello stesso tempo eroe e antieroe, antieroe nella descrizione del fumare sigarette, bere birra di tutte le marche e le diverse abitudini segno di tutto quanto gli e' capitato nella vita, le situazioni a cui e' sopravvissuto.

C'e' qualcosa di Connelly in Bosch?
No, poco, Bosch e' il riflesso dei veri poliziotti che Connelly ha conosciuto, l'autore e' del tutto diverso, l'unica caratteristica comune e' che sono entrambi mancini.
La figura di Harry Bosch e' stata costruita non per esaltare un carattere particolare, ma con il desiderio di creare un personaggio che fosse il poliziotto, proprio quel poliziotto che un lettore colpito dalla malavita vorrebbe avere a fianco per risolvere il suo caso, Bosch e' bravo nel suo lavoro di poliziotto, e' un personaggio cosi' che l'autore voleva descrivere.

La corte della biblioteca Vigentina



Harry e' un diminutivo di Hyeronimus, osserva il presentatore, i piu' famosi detective della letteratura non hanno nomi comuni, proprio come Bosch, basti pensare ad Hercules Poirot e cosi' via. In Bosch c'e' il classico oppure c'e' la rottura degli schemi narrativi cari alla tradizione del poliziesco?
I gialli di Bosch, risponde Michael, sono gialli classici con in piu' il calo nella realta'.
Certo anche Connally, prima di diventare scrittore avido lettore di gialli, ha avuto ispiratori illustri, Chandler, Hammett e uno scrittore in generale scrive proprio perche' ama leggere.
Bosch e' sia parte di una struttura classica dunque, ma purtuttavia e' un archetipo particolare.
Bosch, diversamente dai protagonisti dei gialli classici, non e' un detective, ma proprio un poliziotto calato nella realta'. E' come nella realta' non sempre i casi vengono davvero risolti.

La successiva domanda a Connelly e' : ad uno scrittore viene voglia di fuggire dai propri personaggi? Di prendere una vacanza da Harry Bosch?
Certo, risponde Michael, uno scrittore risponde a continue sfide con la sua arte, che comprendono la creazione di personaggi diversi.
Per esempio Jack McEvoy, narrato nel "poeta", e' un giornalista, il lavoro che Michael conosce meglio e che sa descrivere meglio, perche' e' il suo. La narrazione e' estremamente reale quindi, mostra anche come il mestiere di reporter sia in verita' a volte noioso, senza le vette di fantasy delle vicende dei poliziotti.
Poi c'e' l'agente McCaleb in "debito di sangue", da cui fu tratto un film con la regia di Clint Eastwood. McCaleb e' di fatto un collega di Bosch, ma sono persone diverse, caratteri piu' in competizione che in amicizia, le sensibilita' sono differenti. Bosch e' piu' istinto, McCaleb e' piu' abilita' e professionalita'.

E i personaggi "cattivi"? Chiede il presentatore, :"ha mai sentito il bisogno di raccontare l'opposto alla legge, l'animo di un personaggio che sta dall'altra parte?
Si', risponde Michael, l'ho fatto, in uno dei miei libri la protagonista' e' una donna, una ladra.

Il presentatore a questo punto interviene e racconta al pubblico gli altri autori di gialli che ama molto, tra cui Kamimsky e Donald Westlake e Michael Connelly ricorda che Westlake e' stata una sua fonte di ispirazione per "vuoto di luna".

Michael Connelly e i suoi ammiratori

Dal libro al film. A Connelly viene chiesto se un autore di libri rimane soddisfatto dalla trasposizione cinematografica di una sua storia.
L'autore racconta l'esperienza di "debito di sangue", il regista gli mandava il copione, Michael rispondeva regolarmente trovando le incongruenze, ma le sue note non venivano mai prese in cosiderazione al punto tale che afferma che il film narra una storia diversa dal libro.

Si affronta il discorso sul "male". Gli assassini descritti nelle vicende sono anche essi portavoce degli ambienti a Los Angeles e in Florida?
L'autore risponde che Los Angeles e' una citta' da ultima spiaggia, dei grandi sogni e delle grandi delusioni, e' calata in una atmosfera di inquietudine e di incertezza.
Pero' bisogna considerare che la figura del "male", del serial killer ad esempio, non ha altro compito che permettere all'autore di esaltare il personaggio del detective, piu' il cattivo e' furbo, piu' il detective e' bravo, il serial killer e' dunque uno strumento per narrare il detective. Questa e', tra l'altro, la ragione per cui ci sono molti piu' serial killer nei romanzi che nella realta', per fortuna.

Bosch e il Vietnam.
Connelly accenna alla guerra solo in forma lieve nelle prime avventure di Bosch e non insiste troppo a ragion veduta. Se e' vero infatti che la gran parte dei poliziotti che ha conosciuto e che gli sono stati utili per definire i caratteri e le vicende dei suoi personaggi e' stata reduce da quella guerra, e' anche vero che Connelly non l'ha passata e dunque non si sente in grado di raccontare quello che non ha vissuto. In uno dei prossimi libri ne parlera' un po' di piu', essendo comunque parte della vita di Bosch, ma tiene a sfatare un mito, lo stereotipo del reduce che torna in patria e poi non riesce piu' ad inserirsi nella societa', questo non e' vero, sono persone che vivono come tutte le altre.

Il presentatore chiede a Connelly a quale attore affiderebbe la parte di Bosch.
L'autore risponde che uno scrittore crea un protagonista che vive di vita propria, senza pensare a caratterizzarlo come un qualsiasi attore esistente. Un attore che poteva essere vicino al carattere di Bosch e' Steve McQueen.

E la musica? Harry Bosch e' presentato come amante del jazz e spesso ascolta musica, almeno nel campo musicale esiste un collegamento tra autore e protagonista?
La risposta e' che addirittura esiste un cd curato da Michael Connelly con le musiche ascolta Bosch nei rispettivi libri, sarebbe quindi possibile immergersi nei vari libri ascoltando la stessa musica che ascolta il detective e certamente la musica stessa e' particolarmente amata anche dall'autore, in questo Bosch e Connelly si sentono vicini.


Michael Connelly concede un autografo a Bob Porter


Bep Camera, Bob Porter - Concerto News System - Arts and leisure magazine - Concerto di Sogni - @2003

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