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 Le onde e il tempo
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Roberto Mahlab
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Inserito - 30/12/2001 :  17:17:24  Mostra Profilo  Visita la Homepage di Roberto Mahlab  Replica con Citazione Invia un Messaggio Privato a Roberto Mahlab
Remavo sul mio kayak nel laghetto di montagna, dovevo stare attento alle onde, su di esse si rifletteva il cielo e l'imbarcazione passava in mezzo alle creste contornate dallo specchio delle nuvole e attraversavo quei cerchi di acqua gelida come fossero dei cerchi di fuoco, mi bagnavo anziche' bruciarmi. E per un attimo si apri' il fondo del lago, c'erano tronchi e rami secchi, come scheletri, pareva che mi dicessero :"Roberto, guarda che il mondo e' questo, dove siamo noi, dove tutto comincia, ma anche tutto finisce". "Lo so, lo so, ma esiste anche il vento...anche...tra il tutto che comincia e il tutto che finisce...ma vi vedo, come le onde che mostrano il tempo...".
Sulla riva un albero fiorito era piegato dal vento verso le acque, come se avesse gli occhi e fosse affascinato dall'orrida vista del fondo del lago. "Ehi, aspetta, non guardare il fondo..." urlai dentro di me, come se mi potesse ascoltare e remai forte verso riva, perche' volevo vedere da vicino quell'albero fiorito, che si era piegato al vento e che osservava la realta'...o la verita'.....

"Ciao Roberto", mi chiamo' la scorsa settimana con quel sorriso dispettoso, dicono tutti che dovremmo sempre vestirci con colori diversi per distinguerci, lei ha i capelli biondi e gli occhi verde azzurro e io ho i capelli neri e gli occhi scuri, ma chissa' perche' insistono che ci assomigliamo cosi' tanto..."sai ieri abbiamo preso un bellissimo voto in fisica, dopo avere studiato insieme...e oggi dobbiamo studiare filosofia, domani mi interroga....." e di solito abbandono qualsiasi attivita' e mi sciolgo in lunghe discussioni con quel piccolo delizioso delicato essere..."...sai, il professore e' davvero carino e oggi ci ha parlato della realta' e della verita', di Oriente e di Occidente, di Talete, di Anassimene, di Anassimandro e di Pitagora...che cercavano spiegazioni sulla vita e sulla morte, sulla realta' del mondo e sul diverso approccio dei singoli esseri umani verso l'infinito e i loro simili, sulle diverse verita'..."
Mi parlo' a lungo e mi spiego' che i filosofi che studiava navigavano nel buio e per questo cercavano verita' assolute, oppure cercavano di catalogarle, come se fossero un numero finito, per non perdersi nell'immensita', per attaccarsi a certezze, ma che invece lei imparava che esse non esistevano, forse l'Oriente desiderava che l'essere umano fosse in armonia con il resto, mentre l'Occidente considerava il singolo essere umano al centro del resto, forse l'Occidente quando soffriva si rinchiudeva in se' stesso, mentre Oriente quando stava male era in grado di accarezzare l'Occidente, come se fossero due mondi che non potevano comunicare, talvolta Oriente faceva violenza ad Oriente stesso per nascondere il proprio mare, come se si vergognasse, e talvolta Oriente faceva violenza ad Occidente per mostrare a forza lo stesso mare, come se il mare dell'Occidente non fosse nulla, come se le sue onde arrivassero a riva senza tempo, come se non dovessero avere una loro direzione, forse Oriente aveva paura che Occidente cadesse in fondo al lago, mentre Occidente gli diceva che "no...no...per essere vicini...esiste un tempo per chiedere, un tempo per parlare, un tempo per mostrare un diverso mare, un tempo per rispettare il silenzio....ma e' sempre lo stesso tempo, sempre il tempo per ascoltare", forse Occidente insegnava ad Oriente la pazienza, mentre Oriente tirava Occidente per le mani, per gettarsi insieme presto in quel mare...forse mentre Occidente era seduto sulla scogliera a guardare il suo mare, Oriente doveva sedersi tra la spiaggia e la scogliera...poco lontano da Oriente ed aspettare l'onda, in silenzio, perche' l'onda di Occidente per giungere a riva richiede tempo e anche l'onda di Oriente richiede tempo.....ma e' lo stesso mare.....

Il piccolo delicato essere portava attorno al collo una collanina con alla fine una pietra di acquamarina, cambiava colore, dal verde all'azzurro e io glielo dissi, sorpreso, non ne avevo mai vista una e lei mi mise un dito sul naso e mi spiego' con la pazienza dei bambini :"E' la luce, la mia pietra e' realta', ogni prospettiva e' una verita', ce ne sono due, non unificarle mai, non e' necessario, sono due colori che mutano..." E poi mi racconto' come tra poco sarebbe partita per l'Australia, per incontrare la sua cantante preferita oppure perl'Inghilterra, per studiare lingue ad Oxford, oppure oppure oppure.....e anch'io le ho raccontato del mio futuro....e sapevo che saremmo sempre stati vicini, onde fuori dal tempo....

Ogni notte dell'ultima estate le sponde del Mediterraneo regalavano lo spettacolo dell'incontro delle onde che arrivavano dai due lati della scogliera a duecento metri dalla riva.
Correvano le une alzando la spuma da ovest e le altre da est e quando si incontravano davano l'impressione di completarsi, come se fossero entrambe percorse da un fremito, come il fuoco che corre veloce lungo una corda imbevuta di petrolio, ma nelle due direzioni, est raccoglieva la spuma delle onde di ovest e ovest portava sulla spiaggia la spuma delle onde di est. E in quel mare non era scontro tra Oriente e Occidente, c'era il tempo di Oriente e il tempo di Occidente....sfasati lontano, quando si creavano dallo scontro del mare contro la scogliera, insieme a riva, le onde e il tempo, Oriente imparava a conoscere il tempo di Oriente e Occidente imparava a conoscere il tempo di Oriente.

E cosi' riguardai quell'albero fiorito e gli dissi parole differenti :"Esiste quell'abisso in fondo al lago, ma io mi sono avvicinato ai tuoi rami fioriti dopo aver visto che ti piegavi verso di esso...e ti ho chiesto di alzare i tuoi occhi alle montagne, ma non volevo turbare il corso della natura, il silenzioso tempo del vento, ho solo avuto paura, non per me, ma che ti piegassi fino a spezzarti verso un essere che sei anche tu, che sono anch'io, un essere che avrei voluto prendere tra le braccia per soffiare dentro il suo cuore, per dirle....."quanto sei importante".....e quanto sei importante tu, albero fiorito che sei nel tempo del vento che ti piega...so che sei forte, ma e' come quando quel piccolo fiore, in un inverno lontano, una bambina dai capelli biondi e gli occhi verde azzurro, si sedette sulla scogliera e dietro c'era il mare, sembrava cosi' fragile, sembrava che non ci fosse spazio tra le rocce e le onde...."fermati tempo, fermati vento...non muoverti piccolo fiore...." e che sorriso mi regalo' quando corsi spaventato verso di lei e la presi tra le braccia, per tenerla lontana dalle onde e mi accorsi che sotto la scogliera non c'era il mare, ma una spiaggia...

Talvolta pare che le onde siano cosi' vicine che non ci sia spazio tra la scogliera e il mare...e si corre e ci si accorge che non mancava lo spazio e che c'era il tempo...e ci si accorge che il tempo per osservare il fondo del lago e' verita' che guarda la realta' e che il tempo per osservare le montagne sulle rive del lago e' pure verita' che guarda la realta'....

...una pietra di acquamarina e una bambina dagli occhi dello stesso colore.....





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