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 4 Favole e Racconti / Tales - Galleria artistica
 I conti con l'oste. Chapter three.
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colibrì
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Inserito - 01/03/2003 :  21:54:32  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a colibrì
Ove si racconta come due rivali unirono le forze e aguzzarono l’ingegno per sbaragliare il comune avversario. E come una parola di troppo può far crollare un piano perfetto.

10 luglio 1601
La mattina seguente, svaporati i fumi dell’alcol, Mastro Byro e Mastro Will si svegliarono ancora un po’ storditi per aver ronfato tutta la notte sui duri tavoli della locanda. Né l’oste ebbe il cuore di turbare un sonno tanto dolce... (e intanto sul conto aveva segnato “pernottamento”!).
Il risveglio dei due fu simultaneo, e non perché fossero giunti contemporaneamente al termine di un viaggio compiuto insieme attraverso i corpi astrali, sulle ali del comune amore per la poesia, liberi dal giogo delle umane gravezze... no, era giunta comare Hilton: “Sveglia pelandroni! Devo preparare i tavoli per la colazione! Sveeegliaaaaa! Non li sopporto gli uomini, sono tutti chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo!” Fu in quel preciso istante che a Mastro Will sorse l’idea di immortalare la bisbetica appassionata dei film di Berto De Nirus!

Ai due bastò guardarsi in faccia per ricordare al volo il motivo della solenne sbronza, e il sorriso un po’ ebete del risveglio non impiegò molto a diventare una smorfia stizzita. In quel preciso istante le orecchie di Paula Humming fischiarono come un merlo indiano, ma il fatto non suscitò in lei il benché minimo interesse. Si, perché in quel preciso istante lei era ben lontana dalle nebbie inglesi: si stava godendo i proventi della vincita in una calda isola del Pacifico, forse Tahiti, o forse le Hawaii, o le Fiji o forse... ma poi... perché dedicarsi a questi particolari secondari? L’importante è che l’Isola era molto distante. Distante anche dagli accessi di collera di cui purtroppo erano ancora infestati molti ritrovi di scrittori dell’epoca, dove anziché gustare fino in fondo il nettare della gioia inventiva, si preferiva passare il tempo a pestarsi, e i più raffinati usavano l’arte oratoria per insultare creativamente chi non pestava in compagnia! Hooligans saranno battezzati in tempi più recenti. Ma esisteva pure una manciata di poeti cocciutamente convinti che le piume d’oca, ideali da infilare negli occhi altrui, potessero trovare anche impieghi alternativi, come per esempio per tracciare immortali parole sulla vita in tutte le sue sfumature, dolorose e belle.

Fra questi ultimi certamente annoteremo Mastro William e, con un po’ di fatica lo confesso, Mastro Byro Tober.

Si, l’arte deve elevare l’animo umano. Ma la fama è pur sempre la fama, e con Mastra Paula di mezzo i due al massimo rischiavano la fame! (la sete no, l’avrete capito).
Decisero così, oltre alle damigiane, di riporre in cantina l’antica rivalità e di unire tutte le forze e l’ingegno per eliminare definitivamente la temibile concorrenza della scrittrice in gonnella, pericolosamente tornata alla sua scrivania in quel di Londra.
Escogitarono così un piano semplicemente perfetto: le donne si sa, sono particolarmente emozionabili, sarebbe bastato cogliere Mastra Humming in castagna davanti a tutti con una domanda impossibile e per la figuraccia non si sarebbe più fatta vedere per lungo tempo su tutte quante le isole britanniche.
Un tentativo su tre sarebbe pur andato a buon fine!

Tentativo numero uno.
Spiazzare Mastra Paula con una domanda intelligente
- Mastro William, chi andrà in missione?
- Ovviamente quello di noi che sa fare domande intelligenti... Io sto scrivendo l’Amleto e mi sono dovuto calare nella parte ponendomi ogni giorno acuti interrogativi... essere o non essere? È più nobile sopportare dentro di sé i colpi della fortuna avversa o impugnare le armi contro quel mare di avversità e por fine ad esse lottando? ...Nessuno potrebbe rispondere a queste domande senza nemmeno un aiutino.
- Sei grande Will! Allora vai tu.
- No vai tu.

E così appena Mastro Byro incontrò Mastra Paula per strada le chiese: “che cosa vuoi dalla vita?” E lei: ”Eh?” Come eh?!? Lui a tutto si era preparato ma non a quella risposta, e così corse indietro.

Tentativo numero due.
Spiazzare Mastra Paula con una domanda che la riportasse alle faccende domestiche
- E adesso chi va in missione?
- Quello fra noi che sa fare domande attinenti alla vita quotidiana. Mi piace alternare le tragedie alle commedie e in questo periodo sto appunto pensando di portare sulla scena persone normalissime, come le comari di Windsor, così mi sto allenando a pensare come farebbero delle comuni donne di casa...
- Ottimo Will! Allora vai tu.
- No vai tu.

E così appena Mastro Byro incontrò Mastra Paula le chiese: “quanto costa un chilo di cavolfiori? Cavolf...? Ho detto cavolfiori? Aaargh!” Come la kriptonite per Superman, i cavolfiori hanno il potere di annientare Mastro Byro al semplice nominarli. E così mentre il nostro, prostrato al suolo, assumeva tutti i colori dell’iride, Mastra Paula subito chiamando i vicini in soccorso, nel trambusto dimenticò la fatidica domanda.


Tentativo numero tre.
Spiazzare Mastra Paula con una domanda assurda
- E ora chi potrebbe andare in missione?
- Chi sa fare domande senza capo né coda, che portano alla pazzia. Come ti dicevo, sto ultimando le vicende del principe di Danimarca caduto nelle spire della follia, e quindi sto elaborando monologhi da cui si intuisce il lento affievolirsi del lume della ragione.
- Affascinante, Will! Allora vai t... ok, ok, vado io!

E così appena Mastro Byro incontrò Mastra Paula le chiese: “d’estate la gente va in vacanza, ma perché tu ci vai in vacanza?” I manoscritti le caddero a terra, Mastra Paula restò interdetta. “Ma che domanda è? Da che parte si legge?” Lo sguardo solitamente lucido si fece stralunato e la voce solitamente chiara si fece balbettante. Ora si guardava intorno meccanicamente, cominciava a chiedersi cosa fosse quel posto, chi fossero quei passanti, chi fosse quello strano individuo che sogghignava con aria soddisfatta, chi fosse lei! “Finalmente non ricorda più nulla! Non ricorderà di saper scrivere e dimenticherà di soffiarmi tutti i premi che a ragione dovrebbero essere miei!!!”
Solo che Mastra Humming fece una domanda che non doveva fare: “chi sono io?” Mastro Byro diede una risposta che non doveva dare “Mastra Paula Humming, I suppose” Mastra Paula fece una smorfia che non doveva fare: “Chiiiii? Quella che scrive invece di lavare i piatti?” Byro rivelò una cosa che non doveva rivelare: “Magari lavasse i piatti! Non vincerebbe tutti i premi che vince!” Mastra Paula ricordò una cosa che non doveva ricordare e in quel momento capì anche perché Mastro William non ci tenesse troppo a farsi vedere in giro in compagnia di Mastro Byro!!! Ah... se la gente facesse solo quello che deve fare quanti impiastri si eviterebbero! Troppo tardi... ormai Mastro Byro aveva cantato!

Quella stessa sera alla locanda...

- Hic... Will perché mi guardi così? Hic... beviamoci su, avremo altre occasioni...
- Oste! Questo vino sa di tappo! Hic! E io mi chiedo perché i tappi li mettano su preziosi nettari degli dei e non dove davvero servirebbero... sulla tua boccaccia, Byro! Io simili errori non li avrei mai fatti... hic!
- Per forza...hic...tu se sbagli sceneggiatura getti il foglio e la riscrivi hic! Ma io l’ho affrontata davvero Mastra Paula!
- Hic Byro, hai ragione... ti prego di scusarmi. Inoltre... noto solo ora che hai una faccia veramente stanca... hic! È estate, prenditi le vacanze come fanno tutti...
- Hic... ma perché tu ci vai in vacanza?

Mastro William si alzò barcollante e si allontanò di circa un metro dal tavolo per osservare bene Mastro Byro: mentre tutto intorno danzava Byro era lì, placidamente ubriaco, ad aspettare la risposta. Ed eccola la risposta: “Essere o non essere, proprio tu Bruto, figlio mio, rinnega il tuo nome perché una rosa è una rosa e Giulietta è il sole. C’è il sole? Riparatevi, o mercanti di Venezia, in questa notte di mezza estate...”

Mastro Scuotilepere era partito, ma non per le vacanze! ...a proposito, amici lettori, ma perché voi ci andate in vacanza???


(End of chapter three)

colibrì

   
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