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 Anno Domini 1964 ( natus est Beppinus, qui postea
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ophelja
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Inserito - 07/01/2003 :  12:59:58  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a ophelja

Anno Domini 1964 ( natus est Beppinus, qui postea fuit Admin )

I preparativi erano quasi terminati e ovunque c'era un gran fermento.
Chi scriveva l'indirizzo sul cartellino, chi controllava la tenuta del nodo, chi dispiegava i teli azzurri o rosa, chi dava un'ultima occhiata alla rotta da seguire.

Partirono in 212, fra piume e pianti, in quella fredda notte del 5 gennaio del 1964, con il tassativo impegno di consegnare la merce entro il giorno dopo, vista la delicatezza del prodotto trasportato.
Ma lo stormo era abituato a simili impegni ed era ritenuto perfettamente all'altezza del compito; in fondo da sempre le cicogne erano adibite a quel trasporto.
Nina era una cicogna al suo primo volo.
"Controlla l'apertura alare", "Fai la prova di presa col becco", si sentiva ripetere dalle colleghe più anziane che, ormai abituate al boom demografico degli anni sessanta, avevano dovuto arruolare anche giovani cicognine senza il tirocinio richiesto per l'incarico.
Fu così che alla giovane cicogna Nina venne affidato il fagotto più grosso, quello che nessuno aveva voluto per via del peso notevole e dello strano vezzo del bimbo di controllare ogni cinque minuti un libro di statistica.
Il neonato, pacioso e con un'alta fronte, aveva due occhi intelligenti pieni di domande.
Tutti gli altri neonati piangevano, dormivano o sorridevano beati ad angeli invisibili e lui invece, il piccolo affidato alla cicogna Nina, controllava l'incidenza dei nati femmina sul totale complessivo, calcolava la mediana delle preferenze fra i diversi latte in polvere, traeva indicazioni su come indirizzare il mercato verso il miglior acquisto di pannoloni e ciripà.
Cicogna Nina era interdetta e non riusciva a capacitarsi.
Ma erano tutti così gli umani?
Bah!?
Intanto il volo di Nina continuava.
Dalle soffici nuvole del Tempo Giusto era partita con il preciso obiettivo di dimostrare a tutte le sue colleghe più anziane la sua affidabilità in quella consegna un po' particolare.
Volava e volava, ignara delle grosse interferenze che sempre nella notte del 5 e mattino del 6 gennaio si registrano nell'aria.


"Che tempi! Non ci sono piu' gli inverni di una volta!" pensava guardandosi allo specchio.
Un velo di cipria sul naso, una pulitina agli occhiali, una riavviata ai capelli...
"Sono quasi pronta" si ripeteva con il solito sorriso "e dicono che non ci sia lavoro in Italia. Tutte fandonie; io non ho mai avuto problemi. Eccomi qui pronta, puntuale all'inizio del turno di notte, senza fare storie.
La legge 626? Quella effettivamente è disattesa. Basteranno un casco supplementare e una doppia cintura di sicurezza ad evitare multe e visite ispettive?
Forse dovrei dotarmi di un paracadute.....Chissà se potrò inserirlo fra le deduzioni nella dichiarazione dei redditi."
Questi pensieri agitavano la mente della Befana, la dolce vecchietta con regolare permesso di sorvolo sul territorio italiano per la notte del 5 e mattino del 6 gennaio, sfrecciando a tutta velocità dalle parti di Milano.

In quel mentre la cicogna Nina, vuoi per l'inesperienza, vuoi per un cielo incredibilmente pieno di smog, ebbe un vuoto d'aria e nel goffo tentativo di riprendere quota, aprì il becco perdendo il suo prezioso fardello.
La nebbia fece il resto.

Il piccolo bimbo cadde per qualche metro ma, fortuna nella sfortuna, il nodo del fazzolettone in cui era avvolto si incastrò nel manico della scopa della Befana che proprio in quel momento stava passando da quelle parti.
"E tu chi sei?" gli chiese la Befana quando si accorse del clandestino.
Il bimbo dormiva...Sognava del futuro, di amici sinceri e di ameni siti…
...
...
Nel frattempo in una casa del capoluogo lombardo si era impazienti.
Una mamma era pallida nel letto e un papà guardava con insistenza fuori dalla finestra cercando di dissimulare la sua grande agitazione.
"Ma com'è possibile?" si diceva. Il telegramma della Segreteria Cicogne Unite lo aveva preavvertito di un qualche ritardo nella consegna del suo bimbo, ma ormai si era ormai al 7 mattina!
"Non si può più avere fiducia in nessuno" pensava. "La prossima volta chiederò una consegna raccomandata!"

Il 7 gennaio normalmente la Befana lo passa a letto, dormendo fino a tardi.
“Quest’anno …quanti doni!" pensava. "I bambini si viziano troppo… Anche le bambole non sono più belle come una volta. Ce n'è una che chiamano Barbie e che ha uno strano accento straniero. Chissà chi la capisce?" disse ad alta voce mentre si toglieva gli occhiali per guardare meglio il bimbo che tranquillo e sorridente la osservava.
Non sapeva proprio a chi consegnarlo!
"Non stupirti di Barbie, Befana" disse una vocina che continuò:
"Sai cosa ti consiglio invece? Prenota uno di quegli aggeggi chiamati computers che stanno sperimentando in America e vedrai che batterai sul tempo tutti i tuoi concorrenti storici, Babbo Natale, Santa Klaus, Santa Lucia ecc…"
"Il superlavoro di questa notte mi da' le traveggole… forse ho esagerato con quella bottiglia di grappa…." Si diceva la Befana per darsi un contegno.
Ma il bimbo paffuto, con uno sguardo eloquente e competente, continuò:
"Potrei darti qualche dritta… se mi consegni a bzz…bzz, in via….bzz bzz…….."

Fu così che il piccolo arrivò a destinazione SOLO il 7 gennaio, a sera, e SOLO dopo aver delineato la più importante campagna di marketing strategico e operativo della Befana.

A proposito, conoscete qualcuno che è nato il 7 gennaio, si chiama Beppe e si occupa di marketing?

Avrei degli AUGURI DI COMPLEANNO da recapitargli.


* * *


ophelja

ophelja
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Inserito - 07/01/2012 :  10:43:42  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a ophelja
quote:



L'incidente
(racconto di compleanno dedicato al bimbo che fu per una lettura divertita con i bambini che ha)


“Anche stavolta ce l’ho fatta!” pensò la Befana scrollandosi di dosso il freddo della notte fra il 5 e 6 gennaio 1964 .
Diede un’occhiata al fazzoletto a quadri che annodò meglio sotto il mento, si spolverò la gonna a pieghe e, stringendo più forte lo scialle di lana al petto, si disse che era pronta per caricarsi il pesante sacco sulle spalle e partire per attendere al suo compito annuale.

La notte era senza stelle; da qualche camino s’alzava ancora un filo di fumo che profumava di legno non stagionato e solo qualche lampione illuminava le stradine del piccolo paesino che stava appunto sorvolando quando un violento impatto la costrinse ad un brusco atterraggio di fortuna nel cortile di una casetta di periferia.
Cercando di capire cosa fosse successo, si aggiustò gli occhiali sul naso e, oh stupore!, vide a poca distanza una cicogna che sbatteva le ali provando la loro tenuta al volo mentre uno stormo di schiamazzanti consorelle continuava in formazione la loro missione verso il sud.

“Signora mia”, disse la cicogna alla befana dopo un primo comprensibile impaccio, “ io venivo da destra...e, sinceramente, non ho notato alcun segnale luminoso di fine sagoma”.

“Da quando in qua volate in formazione così numerose?” fu la prima domanda che venne in mente alla befana., “non ricordo mai uno stormo di cicogne così numeroso da....mi sembra dal 1946,....uhm...vediamo, si, 1946, 1947, sì...anche dal 1948....
Allora era comprensibile: c’era l’euforia di fine guerra, ma ora? Siamo quasi negli anni settanta e le bambine già non mi chiedono più le bambole....Vogliono studiare, loro, vogliono una vita consapevole....”

La cicogna non rispose. “Che ne so io di tutto quello che dici. So soltanto che mi hanno proposto un contratto a progetto: dopo 20 consegne mi assegnano un tetto con camino funzionante e riscaldato per gli anni a venire.....E, vista la moda di costruire casermoni con terrazze, mi è sembrato un ottimo investimento per il mio futuro!”

“Hai fatto bene” commentò la befana e, dopo i saluti di convenienza, riprese il suo sacco e “Amiche come prima. Buon viaggio, cicognina...cerca di recuperare il tempo perduto che certamente qualche famiglia ti sta aspettando.....”
Una virata moderata e la befana andò via nel cielo buio, illuminato da tremule stelle....

Erano passate parecchie ore dall’incontro-scontro con la cicogna, quando notò che il sacco dei giocattoli legato al bastone della scopa, cominciava ad agitarsi pericolosamente.
“Strano”, pensava fra sé la befana. “Ci sono 15 bambole, 3 libri di favole, 6 paia di pattini, 22 trenini, 11 orsacchiotti, poi torroni, caramelle....Nulla di elettrico o con le pile...Cosa sarà questo agitarsi?”
Preoccupata, cercò nelle vicinanze un giardino e , con circospezione si fermò per ispezionare il suo sacco.

“Gnam, gnam....” un bellissimo neonato sorridente e impiastricciato di torrone, la guardava per niente intimorito....
La befana rimase senza parole...e una certezza le sbiancò il viso rugoso : il bimbo era stato catapultato nel suo sacco al momento dell’impatto con la cicogna.... “Oh povera me....”pensava non sapendo che fare.

Fu il bimbo a trarla d’impaccio. Infilò una manina in fondo al sacco e presa una matita e un pezzo di carta scrisse: “Sbrigati a recapitare i regali che per arrivare a casa dei miei ci metterai almeno due giorni .....”

E infatti fu consegnato proprio il 7 gennaio, non prima però di aver organizzato come evento speciale la consegna dei doni della Befana, analizzato il mercato dei giocattoli in Europa e in USA, aperto qualche sito web e...progettato, per gli anni futuri, i due bambini più belli del mondo.

Auguri Beppe !





Gli anni passano....
Le cicogne sono sempre di meno...
Ma....


Gli auguri sempre tanti e sinceri: BUON COMPLEANNO, BEPPE !


Ophelja

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colibrì
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Inserito - 08/01/2012 :  18:49:41  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a colibrì
...bellissima, sembra scritta ieri! solo la 626 che poi è diventata legge 81 svela che è passato qualche giorno ;-)

AUGURONI Beppe!

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