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 4 Favole e Racconti / Tales - Galleria artistica
 Prateria
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riccardo resconi
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Inserito - 31/08/2020 :  18:04:07  Mostra Profilo Invia un Messaggio Privato a riccardo resconi
Prateria

Mi hanno dato sempre del matto, ma quando ho deciso di lasciare la città, i miei amici hanno dovuto ben digerire la cosa
Non comprendevano niente della mia scelta
E mi dicevano -Nathan, ma tu sai quello che stai facendo? -
Avevo un buon lavoro, una bella macchina ed una bella casa
Eterno scapolone, ma la mia adorabile Galinda, governante tutto fare di città del Messico, non mi ha mai abbandonato
Al punto da venire anche lei in Arizona qui a Peoria con me
Non sapevo bene cosa cercare, qualcosa mi diceva che dovevo provare a farlo
Che dovessi lasciare fare al destino e alle situazioni che sarebbero potuto capitarmi
Ed effettivamente di cose me ne capitarono appena arrivato
Accoglienza dello sceriffo per vedere chi fosse lo straniero, un mucchio di letame di cavalli calpestato uscito dall’ufficio che affittava terreni e ranch
I miei mocassini sprofondarono e il mio imbarazzo salì al cielo
La città di Peoria come scelta? Anch’essa casuale
Avevo letto che tradotto in lingua significasse “fuoco di prateria”, e mi piacque subito
Mi sistemai per un periodo in un albergo, dove potevo gestire anche il mio lavoro a distanza
Attesi di far arrivare Galinda per ovvi motivi
Una mattina scendendo nella piccola hall dell’albergo, vidi dalle scale davanti il mio viso quello di una sorta di cowboy che sghignazzava alla mia vista
Cercai di non badare a lui, forse pensando non fossi io quello coinvolto
Ma era proprio di me che rideva, era il proprietario del cavallo donatore di letame per strada
Così mi disse presentandosi, ed in un secondo momento dandomi il suo nome. Mrt Leane
Ci accomodammo ad un tavolo del bar interno, ordinando un caffè lungo per me e un whiskey per lui
Erano le nove del mattino, un buon inizio giornata davvero
Il sig. Leane, dopo avermi raccontato metà della sua vita, arrivò al dunque
Mi disse che sapeva della mia ricerca di un ranch e che tra le proprietà che aveva c’era anche quella di circa dieci ettari nella Mohave Valley ed un ranch abbastanza grande per contenere una famiglia di dieci persone
Era appartenuta alla figlia anni addietro, la quale non ne aveva voluto sapere di praterie e vacche al pascolo
Rifugiandoci in città, dove poteva avere tutto quello che occorreva
Come è strana la vita mi dicevo, io arrivo dalla città e chi invece ci va
Leane mi vide con la testa fra le nuvole e mi domandò se fossi attento a quello che aveva appena detto
Scusandomi, chiesi che somma potesse volere per affittarmi quella casa e quando avrei potuto vederla
Trascorsero circa quattro ore, accompagnate da diversi caffè e alcolici per poter arrivare da un accordo
Prendemmo appuntamento per la mattina dopo per poter andare al ranch, di buon’ora
Impiegammo circa un’ora di strada quasi sterrata per arrivare al cartello che indicava il luogo, Jean’s Ranch
Ormai con la punta verso il terreno e quasi sbiadito, era il nome della figlia
Girammo a sinistra scomparendo dentro un bosco di Yucca, alberi che non conoscevo come nome, scoprendo dopo che erano maggiormente conosciuti come Joshua Tree
Alla fuoriuscita di quel boschetto arrivammo in una piccola valle, dove il verde dominava delimitando il giallo della prateria, dove un piccolo torrente andava ad alimentare chilometri più avanti il Colorado
Insomma, un vero Paradiso
Il ranch non era cadente, certo aveva bisogno di qualche manutenzione, ma per iniziare andava bene
Leane picchiandomi sulla spalla, mi domandò cosa ne pensassi
Ed io girandomi intorno per vedere tutta quella meraviglia, gli risposi va bene
Ci salutammo con una stretta poderosa di mano, e dandoci appuntamento dopo pochi giorni per firmare il contratto, ma che potevo già rimanere da quel momento
Quando il Sole stava per tramontare mi sedetti su una grande roccia alle spalle del ranch, volevo vedere quella maestosità tuffarsi nel fiume lentamente assaporandone il momento
Con i giorni mi accorsi che anche gli odori cambiavano a seconda dell’orario in cui si era
Mesi dopo chiamai Galinda, che al suo arrivo scoppiò a piangere, un pianto melanconico di cui non chiesi la causa, ma penso perché il Messico fosse non tanto distante, li oltre il Colorado
Ho messo una bella staccionata intorno alla casa e la sera, quando il sole cala, seduto sulla sedia a dondolo con una tazza di caffè nero tra le mani mi godo la prateria
Penso di essermi ritrovato


(patapump )

   
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